Angosce italiane e minacce cinesi


LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE LANCIA UN MISSILE IPERSONICO (5 VOLTE LA VELOCITÀ DEL SUONO) BALISTICO A LUNGO RAGGIO… E NESSUNO SE NE ACCORGE?

Di Diego Torre

C’è il reale pericolo che il Fascismo prenda il potere in Italia? Ma la Meloni è fascista, afascista, sfascista o antifascista? La durata del tampone va mantenuta a due giorni o estesa a tre? Letta minaccia l’obbligo vaccinale: non gli basta il green pass? Le angosce più cupe attanagliano il popolo italiano. Ci salverà il superMario?

Intanto, muta muta, la Repubblica Popolare Cinese si concede un piccolo esperimento, lanciando un missile ipersonico (5 volte la velocità del suono) balistico a lungo raggio. E’ un gingillo che fa il giro del mondo, portando armamenti convenzionali o atomici, alla velocità di 6200 chilometri l’ora; sarebbero 1.72 chilometri al secondo; ovvero il tempo che lo lanciano e te lo ritrovi nel salotto di casa. Certo non è proprio perfetto: dopo avere girato il mondo ha sbagliato l’obbiettivo di 30 kilometri; appena. Ma come prima volta penso che possa andare.

Il fatto risale ad agosto. Secondo il Financial Times nessuno si è accorto di niente, neppure l’intelligence USA. Eppure la Cina quando ha lanciato un razzo “Long March” ne ha sempre dato pubblico annuncio. L’Accademia Cinese di Tecnologia, li ha sempre enumerati fino al 77° nello scorso luglio, continuando poi con il 79°. O in Cina non conoscono il numero 78 o gatta ci cova. Certamente il gigante giallo ha raggiunto un potere nucleare senza precedenti; non c’è covid che tenga; anzi…

A questi giocattoli non ci lavorano solo i cinesi, ma nessuno pensava che il loro processo tecnologico fosse così avanzato. Commenta il portavoce del Pentagono, John Kirby: “Abbiamo già chiarito da tempo le nostre preoccupazioni sulle capacità militari che la Cina continua a perseguire, capacità che non fanno altro che aumentare le tensioni nella regione e non solo. Questo è uno dei motivi per cui consideriamo la Cina la nostra sfida numero uno”. E non ha tutti i torti! Per quanto ne sappiamo gli stessi Stati Uniti, pur dotati di efficientissimi sistemi anti-missile, sono indifesi da questo nuovo tipo di giocattolo.

Chi si fida dei cinesi può sempre rassicurarsi con le dichiarazioni ad hoc da loro rilasciate, come quella del leader Xi Jinping del 21 settembre: “la Cina non invaderà né prevaricherà mai gli altri, né cercherà l’egemonia”, ma invece “si è sempre sforzata di perseguire la pace, l’amicizia e l’armonia tra i popoli”.

Ma le recenti minacce d’invasione e la violazione dello spazio aereo della repubblica di Taiwan fanno presagire ben altro. Fatti gravi, non chiacchere. Ma all’occasione anche queste ultime assumono toni allarmanti. Lo stesso leader a luglio, dal palco di Piazza Tienanmen per le celebrazioni del centenario del Partito Comunista Cinese, vestito (lui solo, come la foto di Mao Zedong che giganteggia sotto la tribuna) della classica casacca grigia di maoista memoria, aveva detto: «il popolo cinese non ha mai oppresso nessuno e ora non permetterà ad alcuna forza straniera di intimidirlo, prevaricarlo, soggiogarlo, renderlo schiavo» …  «chiunque volesse cercare di farlo si schiaccerebbe la testa e verserebbe il suo sangue contro una muraglia d’acciaio forgiata da un miliardo e quattrocento milioni di cinesi. Non solo: la Cina non accetterà “prediche bigotte” da chi pensa di avere il diritto di darci lezioni». Ed ha infine concluso con il congedo liturgico di sempre: «lunga vita al grande, glorioso e giusto Partito comunista! Lunga vita al grande, glorioso ed eroico popolo cinese!».

Ma la politica italiana, il nostro “governo dei migliori” e i suoi esponenti filocinesi, si sono accorti di tutto questo?

 


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