Re Magi con il Green Pass: blasfemia, provocazione o arte?


A SAN GREGORIO ARMENO SI PIEGANO AL POLITICALLY CORRECT…

A cura di Angelica La Rosa

Via San Gregorio Armeno è una strada del centro storico di Napoli, celebre turisticamente per le botteghe artigiane di presepi. Da qualche giorno sono ben visibili le statue, realizzate dal maestro Marco Ferrigno, titolare di una delle più note botteghe artigianali del posto, dei Re Magi con il Green Pass.

Il maestro ha ironizzato spiegando che “era obbligatorio per i Re Magi, dal momento che stanno per cominciare un lungo viaggio che li porterà verso la stalla dove nascerà il Bambin Gesù“, ed ha aggiunto che, nel loro caso, la durata del green pass arriverà fino al 6 gennaio. “L’anno scorso misi la mascherina ai Re Magi, quest’anno li ho dotati di Green Pass. E’ solo un messaggio ironico, nessuna volontà di fare polemica“.

Scherza con i fanti, ma lascia stare i santi, si potrebbe ricordare al celebre maestro pastoraio. Infatti non sono mancate le critiche sui social.

Non ho fatto niente di diverso dal solito, attualizzare il presepio introducendo personaggi o situazioni del momento“, si è difeso Ferrigno, “l’intento era quello di stemperare certe tensioni che esistono. Nulla di più“.

Appunto, caro maestro! Il Green Pass è uno strumento liberticida, in contrasto con la Costituzione, che ha attirato l’attenzione delle testate giornalistiche straniere sulla svolta autoritaria che si sta vivendo in Italia. Saggezza e prudenza avrebbero richiesto un’astensione da certe provocazioni, proprio perché gli animi sono scossi e il “regime sanitario transumano”, sempre più evidente in Italia, preoccupa sempre più persone, specie dopo l’introduzione di un lasciapassare governativo per poter lavorare. Ma questo, evidentemente, sfugge a Ferrigno!

Non così alla stampa estera. Come riporta Visione Tv i principali media internazionali guardano con stupore alla stretta liberticida in Italia, interrogandosi sulla deriva autoritaria nel nostro Paese e sulla tenuta della nostra economia.

Sul New York Times Jason Horowitz ha sottolineato come l’Italia abbia stabilito un nuovo limite per un Paese democratico: «approvando una legge radicale che richiede all’intera forza lavoro della nazione – pubblica e privata – di possedere un pass sanitario emesso dal governo».

Horowitz ha confrontato la nostra svolta autoritaria con la Cina ed ha spiegato che l’Italia è ormai un’eccezione per le democrazie europee: «Con il Pass, l’Italia – la prima democrazia ad aver messo in quarantena le città e applicato i blocchi nazionali – è di nuovo la prima a varcare una nuova soglia, chiarendo che è disposta a utilizzare l’enorme leva dello Stato per cercare di frenare la pandemia […] L’Italia ha ora assunto la posizione più severa in Europa».

La CBS News ha definito il Green Pass «l’obbligo vaccinale contro il Covid-19 più duro al mondo», il Wall Street Journal lo ha definito come «uno dei regimi anti Covid-19 più duri del mondo occidentale» mentre il Financial Times ha parlato di «una delle misure più severe per combattere la malattia imposta da un paese europeo». Anche il Washington Post ha pubblicato un articolo in cui ha messo in luce le tensioni sociali, le discriminazioni tra vaccinati e non vaccinati e le proteste che stanno scuotendo il Paese, sottolineando come l’Italia stia rischiando un contraccolpo economico per l’introduzione «di uno degli obblighi di vaccino sul posto di lavoro più severi al mondo».

In Germania la Süddeutsche Zeitung ha rincarato la dose, osservando che «nessun altro Paese in Europa si è spinto così lontano. Le proteste sono forti, anche se provengono da una piccola minoranza».

Anche il lancio dei lacrimogeni, l’uso degli idranti, e le cariche con l’uso dei manganelli hanno fatto il giro del mondo, creando sgomento nei media internazionali su quanto accaduto a Trieste. E mentre in Italia i media di regime hanno fatto passare l’idea che le violenze siano arrivate dai portuali, i media internazionali non hanno avuto problemi a raccontare la brutale repressione nei confronti dei portuali e dei manifestanti (uomini, donne e giovani).

Ma tutto ciò, probabilmente, è sfuggito al maestro Ferrigno!

 


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