E se tornasse Gesù? La domanda al cuore del Cristianesimo


QUANDO CRISTO BATTE ALLE NOSTRE PORTE – E QUESTO AVVIENE MOLTO PIÙ SPESSO DI QUANTO CREDIAMO – NOI CI LIMITIAMO A FAR ENTRARE NELLE NOSTRE CASE IL SUO NOME E LASCIAMO FUORI LE SUE VERITÀ CHE SONO LA PAZIENZA, IL PERDONO, L’AMORE

Di Angelica La Rosa

Se Cristo tornasse oggi? Ecco la domanda che si è posto padre Enzo Fortunato (francescano conventuale, giornalista e scrittore, attualmente direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi) in “E se tornasse Gesù? La domanda al cuore del Cristianesimo” (Edizioni San Paolo 2021, pp. 128, euro 14), in uscita il 25 ottobre.

Si tratta di una domanda al cuore del Cristianesimo, del nostro vivere, del nostro amore, del nostro agire. L’autore ci propone una riflessione profonda, attraverso storia e letteratura.

Cosa possiamo imparare dal modo in cui grandi autori hanno immaginato il ritorno di Cristo sulla terra? Prima di tutto che la modernità e la contemporaneità ci mettono di fronte a ciò che la teologia ha sempre chiamato le questioni ultime o le domande essenziali.

Flaiano, Michelstaedter, Tolstoj, Dostoevskij e altri, ciascuno a suo modo, ci dicono che nonostante tutte le apparenze contrarie, nonostante tutte le ironie e le demistificazioni, la verità evangelica mantiene per noi tutta la sua forza e la sua attualità.

Quando Cristo batte alle nostre porte – e questo avviene molto più spesso di quanto crediamo – noi ci limitiamo a far entrare nelle nostre case il suo nome e lasciamo fuori le sue verità che sono la pazienza, il perdono, l’amore. In fondo è soltanto l’amore che le raccoglie e le riassume tutte.


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Padre Fortunato, ecologista, pacifista, modernista, da molto tempo ha lasciato fuori dalla porta…la sana dottrina della Chiesa. Lasciamolo chiacchierare del nulla!
Tobia