Halloween? Una “festa” che non ci appartiene


FACCIAMO FESTA MA RECUPERANDO IL VERO SIGNIFICATO ED ESTIRPANDO LA PATINA  DI OCCULTISMO CON CUI E’ STATA RIVESTITA LA RICORRENZA

Di Pietro Licciardi

 

In principio il primo novembre era la giornata dedicata ai santi, che non a caso preparava alla commemorazione dei defunti, una data in cui fare memoria dei nostri cari passati a miglior vita, come si diceva una volta, e riflettere su quell’evento ineluttabile che segna il passaggio dalla vita terrena a quella eterna. Poi, poco alla volta, forse complice Hollywood e la nostra quasi patologica dipendenza da tutto quello che viene da oltreoceano o più verosimilmente grazie alla intuizione di scaltri commercianti che hanno capito quanti soldi potevano fare sfruttando questo carnevale fuori stagione dedicato a streghe e fantasmi, Halloween ha cominciato a impazzare anche nelle nostre contrade; prima tra i bambini, poi anche tra gli adolescenti e i giovani, per i quali ogni occasione è buona per far festa e magari bere o ubriacarsi.

Ma cosa dobbiamo veramente pensare di questa ricorrenza e delle polemiche che da qualche anno immancabilmente si tira dietro da parte di chi vede in questa saga del “dolcetto o scherzetto?” una innocente occasione di divertimento – penetrata ormai anche nelle scuole e negli oratori – e chi al contrario ritiene sia il pretesto per una pericolosa orgia satanica?

Nel 2006 lo scrittore Paolo Gulisano, autore di numerosi saggi sulla letteratura fantasy e sulla cultura anglosassone, insieme alla studiosa irlandese trapiantata negli Stati Uniti, Brid O’Neill, ha dato alle stampe un volumetto dal titolo “La notte delle zucche” (Editrice Ancora, pagg. 96), in cui spiega come l’antichissima festa della vigilia di Ognissanti arrivò negli Stati Uniti insieme agli emigranti irlandesi, e là si radicò, per subire poi, in tempi recenti, una radicale trasformazione. Dietro Halloween dunque, secondo lo scrittore cattolico, c’è una delle più antiche festività sacre dell’Occidente; anche se attraverso i secoli certi usi e costumi nel tempo si sono ridefiniti pur conservando lo stesso significato, anche se ormai le sue origini, i significati dei simboli siano divenuti ignoti ai più. Soprattutto qui in Italia, dove Halloween non appartiene alle nostre tradizioni e per di più la forte scristianizzazione ha diluito fortemente il valore e il significato della commemorazione di santi e defunti.

Tornando alla storia della ricorrenza a “laicizzare” Halloween sarebbero stati gli americani i quali, da quei puritani che erano, decisero quasi subito di scartare il senso cattolico di Ognissanti, trattenendo l’aspetto lugubre dell’aldilà, con i fantasmi, i morti che si levano dalle tombe, le anime perdute che tormentano quelli che in vita arrecarono loro danno: un aspetto che si tenta di esorcizzare con le maschere e gli scherzi.

E naturalmente con la secolarizzazione della ricorrenza sono arrivate le implicazioni esoteriche. Il 31 ottobre è infatti diventata una data importante per l’esoterismo nei cui testi – scrive ancora Gulisano, troviamo queste definizioni: «Torna il Gran Sabba per quattro volte all’anno…Halloween che è forse la festa più cara»; «Samhain è il giorno più “magico” di tutto l’anno, capodanno di tutto il mondo esoterico», mentre il mondo dell’occulto così lo definisce: «è la festa più importante dell’anno per i seguaci di satana».

La data di una importante ricorrenza della cultura cristiana è entrata così a far parte del calendario dell’occultismo. Non hanno perciò torto coloro che mettono in guardia con preoccupazione i genitori ma anche educatori e giovani, dal far partecipare i figli con superficialità ad Halloween, soprattutto se si dà credito a testimonianze come quelle di ex satanisti reperibili in rete [QUI]

Che fare dunque?

Purtroppo il latte è stato versato e tornare indietro è difficile: Halloween sembra essere entrato ormai in pianta stabile anche nel nostro costume e andare controcorrente sfidando le mode imperanti non è facile. Tuttavia educatori, famiglie – e soprattutto sacerdoti e suore, le quali sono talvolta le prime a organizzare feste negli oratori o nelle scuole “cattoliche” – dovrebbero innanzitutto mobilitarsi contro la diseducazione al buon gusto e la profanazione del mistero della morte e della vita dopo la morte che la ricorrenza ha introdotto. In secondo luogo bisognerebbe ridare ad Halloween tutto il suo antico significato liberandolo dalla dimensione pagana, consumistica e commerciale che ha assunto. Ma soprattutto è urgente estirpare la patina di occultismo cupo dal quale è stata rivestita.

Si faccia festa, dunque, però spiegando chiaramente che si festeggiano i morti e i santi, in modo positivo e perfino simpatico affinché i bambini vengano educati a considerar la morte come evento umano, naturale, di cui non si debba aver paura. Specialmente quest’anno in cui anche i più piccoli sono stati contagiati dal funesto clima di terrore generato dalla epidemia cinese e dal pessimo esempio di adulti che si sono mostrati pronti a tutto pur di avere salva la vita e la salute. Quasi fossero loro i primi a non credere in un aldilà e nella possibilità di vivere eternamente da santi.

 


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