Scontri e tensione per Bolsonaro in visita privata a Padova: gli ideologi non conoscono la mitologia…


IL PRESIDENTE JAIR BOLSONARO, IN VISITA PRIVATA IERI IN VENETO DOPO LA NOMINA A CITTADINO ONORARIO DI ANGUILLARA (PADOVA), È STATO “ACCOLTO” DA UN CENTINAIO DI ESPONENTI DEI CENTRI SOCIALI CON LANCIO DI OGGETTI CHE HANNO COLPITO ANCHE AGLI AGENTI DI POLIZIA INCARICATI DELLA SUA SICUREZZA. DISERTATI DALLE AUTORITÀ ITALIANE GLI APPUNTAMENTI DEL PRESIDENTE BRASILIANO. IL POLITICAMENTE CORRETTO NON RICONOSCE EVIDENTEMENTE NESSUN VALORE COMUNE E NESSUN MOMENTO DI OSPITALITÀ NÉ SOSPENSIONE DEI CONFLITTI. TORNIAMO ALL’UMANITÀ SE NON VOGLIAMO PERDERE TUTTI

Di Vincenzo Silvestrelli

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, ieri in visita privata nel Veneto, è stato accolto dalle urla dei soliti manipoli eccitati del Politicamente corretto. Torme che lo descrivono come il male assoluto e quindi come persona da rigettare, forse sopprimere (lui che è stato accoltellato durante la campagna per le presidenziali a Minas Gerais il 7 settembre 2018). La vicenda politica di questo presidente non ci piace particolarmente ma il punto è un altro. La cultura occidentale ha fra i suoi fondamenti anche quello del rispetto dell’ospitalità.

Nel libro XXIV dell’Iliade, poema che parla dell’assedio di Troia e che è alla base della cultura greca e occidentale, Priamo, il re di Troia, giunge, senza farsi vedere, alla tenda di Achille che ha ucciso il figlio Ettore, nel campo nemico, per chiedere la restituzione del cadavere. Priamo viene accolto da Achille. I nemici siedono insieme al banchetto. Achille accetta i doni per il riscatto e fa lavare e onorare il corpo di Ettore dalle sue ancelle.

Questo l’invito di Achille al vecchio re: «Ma via, ora siedi sul seggio e i dolori lasciamoli dentro nell’animo, per quanto afflitti: nessun guadagno si trova nel gelido pianto». Anche in guerra, dunque, tra nemici, va rispettato il codice d’onore e riconosciuta la comune dignità umana.

La sospensione del conflitto per dovere di ospitalità è una realtà profondamente umana che viene apprezzata da tutte le tradizioni religiose. Nel cristianesimo il dovere di ospitalità dei monaci benedettini è raccomandato dalla Regola di San Benedetto: «Tutti gli ospiti che sopraggiungono siano accolti come Cristo, poiché Egli ci dirà: – Fui ospite e mi accoglieste (Mt 25,35)».

Questi momenti di sospensione del conflitto sono però ignorati dagli ideologi che così facendo distruggono non l’ospite, ma la comune natura umana e la civiltà stessa. Tanti esempi che si trovano nella letteratura e nell’epica sono ignorati nel loro valore e magari non conosciuti dai nuovi barbari che, come Polifemo con Ulisse, non riconoscono il valore dell’ospite.

Il presidente Bolsonaro in Italia era, nella sua visita privata, un ospite e non meritava, in quanto tale, l’accoglienza di odio che gli ideologi hanno messo in piedi. Questi episodi non vanno contro qualcuno ma sono una manifestazione di barbarie in certo modo di tutti noi. Ci auguriamo quindi nell’istruzione e nella cultura pubblica il ritorno alla mitologia che descrive i valori più profondi della umanità.

“La visita di Bolsonaro in Veneto, nella sua terra di origine è stata molto significativa. Ha dimostrato di essere un vero identitario attaccato alle sue radici ed ai valori veri della nostra civiltà”, ha dichiarato ad Informazione Cattolica l’onorevole Vito Comencini. Il deputato veneto, componente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, ha spiegato che “l’attacco che subisce dal mainstream Bolsonaro mostra quanto da fastidio a qualcuno che ci siano leader coraggiosi e di sani principi come lui. La più bella risposta a tutto questo è stata la sua gente, brasiliani che vivono in Italia, che ho visto con i miei occhi osannarlo e pregarlo per potersi fare un selfie con lui. Alla faccia dei radical chic e dei centri sociali. A Bolsonaro va tutta la nostra gratitudine per l’aiuto che sta dando ai numerosi venezuelani di origine italiana che scappano dal regime di Maduro”.


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Non lo meritano. Preferiscono li Gran Maestro Draghi
Tobia