Benedetto XV, l'”Ecclesia Christi” e la comunità degli Stati dopo la fine del potere temporale


BENEDETTO XV: DALL’ “INUTILE STRAGE” ALL’AFFERMAZIONE DEI PRINCIPI DI DIRITTO INTERNAZIONALE FONDATI SULLA PACE DI CRISTO

Di Daniele Trabucco e Francesca Ferrazza

“Il Papa sconosciuto” è il titolo di un fondamentale saggio storico del prof. John F. Pollard (Anglia Polytechnic University) sulla figura dimenticata di Benedetto XV, successore di san Pio X (1903-1914, insieme nella foto) e pontefice della Chiesa universale dal 1914 al 1922.

Del suo pontificato si ricorda solo la Nota alle Nazioni del 01 agosto 1917 in cui definì la Prima guerra mondiale (1914-1918) una “inutile strage”. Eppure, una attenta lettura del documento dovrebbe pervenire ad inquadrare l’opera di Giacomo Della Chiesa, in sintonia con il cardinale Segretario di Stato, Gasparri (1852-1934), nella determinazione di quel nuovo ruolo politico e diplomatico della Chiesa cattolica rispetto all’isolamento pre-bellico che ha consentito di enunciare in modo chiaro i principi del diritto internazionale contemporaneo: dall’affermazione dello ius gentium al riconoscimento delle libertà necessarie per la vita dei popoli.

Infatti, se, da un lato, l’opera di Benedetto XV non diede risultati concreti, dall’altro, peró, pose le basi per un diverso modus operandi della “Ecclesia Christi” nella comunità degli Stati dopo la fine del potere temporale.

La ratio di questa prospettiva internazionalistica, imposta dalle esigenze belliche, è teleologica ed è magistralmente espressa nella prima Lettera eniclica “Ad Beatissimi Apostolorum” del 01 novembre 1914 ove, in continuità con il predecessore, Papa Della Chiesa afferma la necessità di un ritorno delle cose al Creatore: “tutto deve essere rivolto a Dio perchè tutto è di Dio”.

È questo, per Benedetto XV, il criterio ultimo per l’affermarsi di una vera ed autentica pace cristiana: pace tra le Nazioni d’Europa, pace nella società umana lacerata da scontri di classe e pace nella Chiesa. Contro l’individualismo, la secolarizzazione e l’anticlericalismo il “Papa della guerra” rivolge un monito ancora oggi attuale di fronte alle derive nichiliste e transumane: è “misura di saggia politica il voler bandita dal pubblico insegnamento la dottrina dell’Evangelo e della Chiesa”? A noi la risposta.


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