Padre Carbone fa gustare gli insegnamenti di Carlo Acutis


«TUTTI NASCIAMO COME DEGLI ORIGINALI, MA MOLTI DI NOI MUOIONO COME FOTOCOPIE»

Di Matteo Orlando

Un piccolo libro (intendiamo per il numero di pagine, 216, e per il formato) ma preziosissimo per i lettori che vogliono una conoscenza non astratta della fede ma fondata sulla vita vissuta, sull’esperienza concreta.

Stiamo parlando di “Originali o fotocopie?” («Tutti nasciamo come degli originali, ma molti di noi muoiono come fotocopie»), testo del padre domenicano Giorgio Maria Carbone che è ampiamente disseminato di significative riflessioni del beato Carlo Acutis (come quella che da origine al titolo del libro).

Inserito all’interno della collana “Itinerari della fede” delle Edizioni Studio Domenicano, l’agile volume, di facilissima lettura, è un testo che, ne siamo sicuri, arricchirà coloro che si avvicineranno alla sua lettura. In particolare consigliamo a nonni e genitori di regalarlo ai loro nipoti e figli (magari in occasione del prossimo Natale) perché non parla di teologia complessa ma di relazioni con Dio, rapporti che passano attraverso la breve vita di Carlo Acutis, efficacissime e geniali frasi dello stesso Carlo a cui viene data una nuova voce, il tutto fruibile in 87 brevi capitoli.

«Raggiante come una Pasqua: così ricordo personalmente Carlo», scrive nell’introduzione padre Carbone. «Ci siamo conosciuti alla fine di una giornata campale. Era il tardo pomeriggio del 27 maggio 2006. Siamo in provincia di Milano, a Oreno di Vimercate, ospiti della Festa de “Il Timone”, un mensile cattolico che insieme alla Fondazione Fides et ratio ha organizzato una giornata con un’importante conferenza tenuta dal cardinal Joseph Zen Ke Kiun, arcivescovo di Hong Kong, e con la Messa da lui stesso presieduta. Io sono lì con alcuni miei confratelli: abbiamo allestito uno stand espositivo per far conoscere i libri di edizioni Studio Domenicano, in particolare le opere di san Tommaso d’Aquino e il Piccolo Catechismo Eucaristico. A poche decine di metri dal nostro stand, Carlo e i suoi genitori hanno installato la mostra che illustra i miracoli eucaristici e hanno accompagnato centinaia di visitatori per spiegar loro i numerosissimi miracoli, di cui c’è una documentazione certa, miracoli avvenuti in varie parti del mondo dal secolo VIII fino agli ultimissimi».

Spinto proprio dalla passione eucaristica (chiamava l’Eucaristia «la mia autostrada per il Cielo»), Carlo Acutis testimoniò con grande forza interiore la presenza reale – in corpo, sangue, anima e divinità, di Nostro Signore Gesù Cristo – nell’eucaristia a tanti giovani, e meno giovani, che ha incontrato, invitandoli a farne esperienza.

Al termine di quel pomeriggio, ricorda il Predicatore campano, «Carlo ha un sorriso traboccante di soddisfazione e di gioia. Sta riponendo nelle custodie i pannelli fotografici, come qualcosa di molto prezioso. Ha gli occhi che brillano, quasi commossi. A me e ai miei confratelli racconta quel lo che ha fatto durante la giornata e soprattutto la sua gioia per aver potuto parlare della presenza attiva e reale di Gesù nell’eucaristia».

Dopo aver ricordato la prematura scomparsa di Carlo, morto a Monza il 12 ottobre 2006 a causa di una leucemia fulminante (i tre giorni di agonia, presso l’ospedale San Gerardo di Monza, li offrì per le sofferenze del Papa e della Chiesa), padre Carbone scrive di non aver immaginato che «da lì a 14 anni Carlo sarebbe stato riconosciuto beato. Ma se avessi dato più peso al suo sorriso raggiante come una Pasqua, forse avrei visto più in là: avrei riconosciuto sul suo volto l’immagine splendente del Signore della gloria». Beatificato da Papa Francesco, lo stesso Pontefice argentino ha dedicato al giovane ben tre paragrafi (numeri 104, 105 e 106) di un interessante documento magisteriale, l’Esortazione apostolica post-sinodale ai giovani e a tutto il popolo di Dio “Christus vivit” (del 25 marzo 2019).

Figlio di Antonia Salzano e Andrea Acutis, giovane come tanti altri, Carlo (che era nato a Londra il 3 maggio 1991), ha avuto il coraggio di aprire il suo cuore all’Autore della vita sin da piccolissimo. Dopo la scuola elementare e media frequentata presso le suore Marcelline, e l’inizio del percorso al liceo classico presso l’Istituto Leone XIII (gestito dai Gesuiti), Carlo visse in modo pieno la vita parrocchiale presso la chiesa di Santa Maria Segreta. A soli 7, grazie ad un permesso speciale, si accostò alla Prima comunione, mentre la sua straordinaria devozione – rivolta in particolare all’Eucaristia, alla Madonna, ai Papi (nella sua breve vita i due papi regnanti furono Giovanni Paolo II e Benedetto XVI), ai santi delle apparizioni di Fatima Francisco e Jacinta Marto, a san Domenico Savio, a san Luigi Gonzaga e a san Tarcisio – lo ha portato a vivere quotidianamente la Messa e il Santo Rosario.

Fondato sui documenti ufficiali e pubblici, raccolti dalla Congregazione per le Cause dei Santi nella Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis, e in particolar modo nel Summarium Testium, sezione della Positio che raccoglie le dichiarazioni e le deposizioni di 57 testimoni ascoltati durante l’inchiesta aperta dall’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, il 12 ottobre 2013, e conclusa il 24 novembre 2016, il testo di padre Carbone ci fa gustare le parole di Carlo, le riflessioni dei testimoni, il contesto spazio-temporale in cui ogni frase è stata detta e offre delle piste di approfondimento e meditazione da non sottovalutare.


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