Di aborto non si deve parlare! Anche Signorini vittima dei sostenitori dell’uccisione dei bambini


ALFONSO SIGNORINI: “SIAMO CONTRARI ALL’ABORTO IN OGNI SUA FORMA, ANCHE QUELLO DEI CANI NON CI INTERESSA”. IL PAPA: L’ABORTO È “AFFITTARE UN SICARIO PER RISOLVERE UN PROBLEMA”

Di Angelica La Rosa

Nel corso dell’ultima puntata del Grande Fratello Vip (la trasmissione trash che va in onda su Canale 5) in risposta a Giucas Casella che, in merito alla possibilità (in realtà è uno scherzo che va avanti da settimane) di una cucciolata in arrivo da parte di una sua cagnolina, aveva sostenuto l’ipotesi che l’animale potesse abortire i cuccioli, il conduttore Alfonso Signorini ha detto: «siamo contrari all’aborto in ogni sua forma, anche quello dei cani non ci interessa».

Parole che condividiamo in pieno e che Signorini si è lasciato, probabilmente, sfuggire innocentemente perché, evidentemente, nel suo cuore la pensa veramente così. Apriti cielo! Oltre ad essersi scatenato un turbinio di commenti social dei favorevoli all’uccisione dei bambini nel grembo materno (“affittare un sicario per risolvere un problema”, ha più volte specificato Sua Santità Papa Francesco) è intervenuta anche la Endemol Shine Italia, la casa di produzione del reality che, prendendo le distanze da Alfonso Signorini, ha fatto sapere come quella del conduttore sia una opinione personale sul tema (e fin qui nulla da dire sul comunicato della Endemol) ma poi ha aggiunto che l’aborto, “è un diritto di ogni donna sancito nel nostro ordinamento”, quindi schierandosi implicitamente per l’aborto.

“Se Signorini si fosse dichiarato a favore dell’aborto, si sarebbe alzato lo stesso vespaio?”, si è chiesto Jacopo Coghe, vicepresidente di Pro Vita & Famiglia. “Ci sono dogmi intoccabili e plaudiamo al coraggio di Signorini, ringraziandolo per aver espresso un’opinione ‘sovversiva’ come quella per l’accoglienza incondizionata della vita, senza alcuna condizione, sin dal concepimento”.

Tra le pesantissime critiche è arrivata (poteva mancare!) anche quelle di Selvaggia Lucarelli (nella foto sopra) che, dall’alto della sua competenza giuridica e medica di blogger, menzionando il Referendum del 198, ha invitato Signorini a non parlare del “corpo delle donne”.

Alle parole della Lucarelli, donna che nel novembre 2016 è stata condannata in primo grado a pagare un’ammenda di 500 euro più risarcimento danni di altri 5.000 euro dopo che nel 2010 aveva dichiarato che la vincitrice di Miss Lazio 2010 Alessia Mancini era transessuale (cosa non vera), si sono aggiunte le parole di una showgirl di nome Elena Santarelli.

Durante la trasmissione tv “Le Iene”, supportata dal conduttore Nicola Savino (che ha avuto l’ardire di affermare che l’aborto “è una conquista di civiltà”… lo vada a dire ai cinque milioni di bambini uccisi in Italia dal 1978…) e dalla Gialappa’s Band (il trio comico composto da Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci) la Santarelli ha detto che quando si parla di questo tema la parola spetti “prima di tutto a noi donne”.

Secondo la Santarelli, come anche la Lucarelli e molte altre abortiste, “possono parlare di aborto solo gli uomini a favore: uomini che vogliano difendere il figlio e la mamma dalla fregatura dell’aborto non hanno cittadinanza nel mondo ideale della Lucarelli, che si erge a rappresentante del mondo femminile, senza che nessuno le abbia dato un mandato: non nel mio nome», ha affermato Maria Rachele Ruiu (nella foto sopra), membro del direttivo di Pro Vita & Famiglia, pensate una donna!

“Gli uomini che invece dovrebbero tacere sono quelli che grazie all’aborto abbandonano le donne alla solitudine di una fantomatica scelta eugenetica. Nessuna donna desidera abortire: una donna abortisce quando pensa di non poter fare altrimenti! Se davvero la Lucarelli tifa libertà, si spendesse perché alle donne venga proposta l’altra possibilità, perché davvero la società accolga le fragilità, le paure, le difficoltà delle donne davanti a un figlio inaspettato o fragile”. ha concluso la Ruiu, parole che facciamo nostre! E rilanciamo: perché non boicottare tutti i programmi prodotti dalla Endemol, visto il loro intervento pro aborto, e quelli dove sono presenti tutti gli “eroi” e le “eroine” che abbiamo citato su?

“Solidarietà al direttore Alfonso Signorini, massacrato indegnamente sui social per le sue chiarissime dichiarazioni contro l’aborto”, ha scritto il senatore cattolico della Lega Simone Pillon (nella foto insieme al leader della Lega Matteo Salvini).

“La vera libertà e la vera tutela della donna passano dalla verità sulla vita nascente. Quelle due vite umane, che le eterne leggi della natura hanno legato una all’altra, non possono essere mai messe una contro l’altra, ma vanno sostenute e aiutate insieme”.

Il senatore perugino trova vergognoso che chiunque osi affermare una simile verità debba ogni volta essere massacrato.

“Siamo a favore della vita e della libertà di espressione o no? Il pensiero unico non accetta alcun dissenso, e chi non si adegua deve essere fatto a pezzi. Questo è un segnale di debolezza intrinseca. Se il costrutto ideologico fosse attendibile, non temerebbe alcuna critica. Invece è fallace, e i suoi sacerdoti, ben sapendo di non avere basi logiche e scientifiche, attaccano e irridono immediatamente chi osa dissentire, così da intimidire gli avversari”, ha rilevato Pillon.

“Un essere umano è tale anche prima della nascita. Questa semplice verità è diventata un tabù innominabile. Ecco perchè noi siamo contro l’aborto. E siamo tantissimi, sia donne che uomini”.

“La tolleranza degli intolleranti, l’inclusività degli escludenti, la libertà degli illiberali, il fascismo degli antifascisti, l’accoglienza dei rifiutatori, la violenza dei non violenti, il buonismo degli odiatori. E tutta questa artiglieria ddlzaniana solo perche un personaggio dello spettacolo si è permesso di dire in televisione di essere contrario all’aborto. Ancora una volta abbiamo scoperto dove sia di casa, e si nasconda in vesti ipocrite, il vero integralismo talebano. Nella solita ideologia contro Dio e contro l’uomo, contro la vita e la famiglia, contro le donne”, ha commentato su Facebook il sacerdote missionario don Antonello Impicca (nella foto sopra).


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