Il “Governo dei migliori” potrebbe migliorare la legge di Bilancio 2022


di Redazione

LA LEGGE DI BILANCIO CHE STA PER VARARE IL GOVERNO DRAGHI NON CONVINCE IL COMITATO “ARTICOLO 26” E 70 ASSOCIAZIONI NO PROFIT ATTIVE NEL CAMPO DELL’EDUCAZIONE, DELLA CULTURA E DELLA SCUOLA CHE RIVOLGONO UN APPELLO AI PARLAMENTARI: “NON SI DISCRIMINI IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE. FONDI PER I DISABILI E PER CHI SCEGLIE SCUOLE PUBBLICHE NON STATALI

Il Comitato Articolo 26 – Famiglia e scuola, in un comunicato stampa del 20 novembre, ha rilanciato l’appello rivolto con altre 70 associazioni no profit ai gruppi parlamentari per chiedere che con la legge di Bilancio 2022 approdata in Senato si facciano interventi per ovviare alla grave discriminazione che persiste ancora in Italia rispetto alla libera scelta di famiglie e allievi tra scuole pubbliche statali o paritarie.I promotori dell’iniziativa sottolineano come, nell’attuale versione della legge, “vanno in una giusta direzione gli stanziamenti in favore degli enti locali volti a incrementare i servizi per la prima infanzia comprendendo anche i servizi non statali; così come il fondo destinato agli alunni disabili delle scuole paritarie. A questi ultimi spettano però gli stessi stanziamenti destinati agli alunni delle scuole statali anche per i trasporti, fondi da cui sono rimasti esclusi, se si vuole garantire ‘uguali opportunità di accesso al sistema scolastico nazionale di istruzione senza alcuna discriminazione economica’. Inoltre, nell’impianto di Bilancio 2022 le scuole pubbliche non statali sono rimaste escluse anche dall’incremento del fondo per la pandemia e per gli insegnanti”.

Il Comitato ricorda inoltre che per la Legge Berlinguer del 2000 e, soprattutto, per la Costituzione italiana, “il sistema pubblico di Istruzione è composto sia da scuole statali che paritarie e nessuna discriminazione è più tollerabile verso gli allievi che le frequentano”. “L’appello delle 70 associazioni – aggiunge la presidente di Articolo 26 prof.ssa Chiara Iannarelli – è un richiamo forte a camminare tutti insieme per completare il percorso di autonomia e parità scolastica e di libertà di scelta educativa delle famiglie, e andare a comporre, con l’apporto di Regioni e Comuni, il costo standard per allievo, a partire prioritariamente dalle famiglie più svantaggiate. Senza formazione di qualità per tutti non sarà infatti possibile rispondere alle sfide epocali di sviluppo sociale ed economico che attendono la Next Generation e il nostro Paese“.


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