Nessuno può assumersi l’impegno dell’apostolato di propria iniziativa


Di don Ruggero Gorletti

COMMENTO AL VANGELO DI MARTEDÌ 30 NOVEMBRE 2021 (SANT’ANDREA APOSTOLO)

Dal vangelo secondo Matteo 4,18-22

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

COMMENTO

La festa dell’apostolo Andrea ci fa ascoltare il brano della chiamata dei primi discepoli. Gesù chiama questi uomini nella loro quotidianità: non c’è nulla di sacro che incornici questo incontro: infatti i discepoli vengono chiamati da Gesù mentre svolgono il loro lavoro quotidiano.

Il brano, mettendoci davanti a due scene molto simili (la chiamata di quattro discepoli a due a due) ci fa capire alcune cose: anzitutto che è Gesù che sceglie: nessuno può assumersi l’impegno dell’apostolato di propria iniziativa: la prima mossa è sempre di Dio. E poi è da notare cosa comanda Gesù: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Prima è necessario seguire il Signore, e solo poi sarà possibile svolgere una attività apostolica. Non è un’iniziativa dell’uomo: tutto nasce dal cuore di Dio, sia nella scelta della persona che nella modalità dello svolgimento. E la missione non può nascere da un atto di generosità, di buona volontà: è solo dal cuore di Dio, dalla sua volontà che nasce la missione.

Prima di ogni attività apostolica ci è chiesta una profonda amicizia con il Signore e un’obbedienza docile alla sua volontà.


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