Fede e verità sui vaccini anti COVID


Di Angelica La Rosa

IL “PHRONIMOS”, LA PERSONA PRUDENTE ARISTOTELICA, È IL GRANDE ASSENTE DELL’ATTUALE DIBATTITO SUI VACCINI E LA PANDEMIA

 

I vaccini sono un rimedio sicuro ed efficace contro il covid-19? Il Green Pass è un utile strumento di prevenzione contro la pandemia o è piuttosto uno strumento di tortura e di conflitto sociale al servizio di un potere politico autoreferenziale? L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Food and Drug Administration (FDA), la European Medicines Agency (EMA), o anche l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e il Comitato Tecnico Consultivo (CTS) sono enti credibili? Ci si può fidare del giornalismo mainstream? E che dire delle case farmaceutiche, possiamo riporre la nostra fiducia in loro? Che dire della scienza, che cosa si deve intendere con questo termine?

Queste sono solo alcune delle domande a cui “La morte del Phronimos: Fede e verità sui vaccini anti COVID”, libro di Fulvio Di Blasi (nella foto con Sua Eminenza il Cardinal Raymond Leo Burke) cerca di dare risposta.

Il libro, pubblicato dalla casa editrice Phronesis ed uscito il 29 novembre 2021, è dedicato ai portuali di Trieste, il che ne fornisce già una stuzzicante chiave di lettura.

“I vaccini anti covid e la pandemia sono temi che avvolgono ormai interamente tutta la nostra esistenza sia come individui sia come cittadini di singoli stati e del mondo intero. Sono temi complessi, con mille sfaccettature. Da chi dobbiamo apprenderne le verità? In che modo esattamente? Che valore dobbiamo dare alle affermazioni delle varie persone e istituzioni che ce ne parlano? È essenziale imparare a rispondere in maniera sufficiente e ragionevole a queste domande perché ne dipendono decisioni cruciali che ciascuno di noi deve prendere con riguardo alla salute propria e dei propri cari, al bene comune e ai diritti e le libertà fondamentali della società in cui viviamo”, scrive l’autore nell’Introduzione.

Fulvio Di Blasi non è solo un esperto riconosciuto di filosofia morale ma anche un fine giurista. In questo libro ci invita tutti a diventare giudici e ad interrogare, nell’aula di tribunale della nostra coscienza, tutti i potenziali testimoni del processo sui vaccini, quello che si chiude con le nostre scelte o sentenze etiche, in modo da valutare quali ammettere e quali ritenere inattendibili.

Il libro ha un aspetto epistemologico, per inquadrare il senso della verità che ricerchiamo, un aspetto d’inchiesta, per valutare i testimoni del processo, e uno sfondo morale incentrato sull’etica delle virtù e sul “phronimos“, la persona prudente aristotelica, che per Di Blasi è il grande assente dell’attuale dibattito sui vaccini e la pandemia.

Sui vaccini c’è una guerra in corso, ci dice Di Blasi, i “tempi sono però quasi maturi per la fine del giacobinismo” e anche “un libro può fare la differenza, per quanto piccola”.

 


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