Il sogno dei “crionisti”: la scomparsa dell’umano a favore dell’artificiale


di Matteo Orlando

LA GIURISTA CAMILLA DELLA GIUSTINA SULLA CRIOCONSERVAZIONE UMANA E LE SUE PROBLEMATICHE

La crioconservazione può essere definita come un processo di congelamento che richiede la sottoposizione dell’organismo a temperature molto basse. In questo modo viene consentito all’acqua, contenuta nelle cellule, di essere convertita in ghiaccio al fine di interrompere tutti i processi molecolari del metabolismo cellulare. In altri termini, la procedura può essere definita come un procedimento grazie al quale cellule, tessuti o materia di matrice extracellulare vengono conservati per raffreddamento a temperature estremamente basse“. 

A parlare con Informazione Cattolica di questa particolare materia è la dottoressa Camilla Della Giustina, cultrice della materia di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Padova.

Laureata con lode in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Padova, autrice di numerosi contributi di diritto pubblico presenti su Riviste Scientifiche di Fascia A, la dottoressa Della Giustina, attualmente Ph.D. Candidate in Law presso l’Università degli Studi della Campania, Luigi Vanvitelli, è l’autrice del libro, appena uscito con le edizioni Flamingo (Svizzera), dal titolo “Crioconservazione umana tra bioetica e diritto“.

Quali sono attualmente le applicazioni utilizzate relative alla crioconservazione?

Le applicazioni attuali della crioconservazione attengono alla conservazione di tessuti, gameti ed embrioni. 

Quali problematiche bioetiche pone la crioconservazione umana?

La crioconservazione umana, altrimenti definita come sospensione crionica, pone essenzialmente due macro-problematiche: la volontà di eliminare il concetto di morte dall’orizzonte umano nonché l’ibridazione tra umano e sintetico. Questo secondo aspetto è diretto a realizzare quello che può essere definito come “il sogno dei crionisti” cioè la scomparsa dell’elemento umano a favore dell’artificiale. 

Quali criticità giuridiche circondano la crioconservazione umana?

Le problematiche giuridiche che riguardano la crionica attengono, in prima battuta, alla modificazione della nozione legale di morte. In secondo luogo ulteriori aspetti critici attengono alla validità dei contratti che vengono conclusi tra le organizzazioni che forniscono questi servizi e i soggetti privati. Un terzo elemento di frizione concerne la riflessione da condurre tra principio di libertà e di ricerca scientifica. In conclusione, qualora la crionica dovesse essere ritenuta lecita e legittima sarebbe necessario pervenire alla definizione di status giuridico da riconoscere ai criopazienti. 

Ci sono somiglianze tra le Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) e i contratti conclusi tra le diverse organizzazioni che offrono i servizi di crioconservazione e i soggetti che intendono sottoporvisi?

L’aspetto che accomuna i contratti di crioconservazione umana e le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) attiene al fatto che il soggetto decide ora per allora. La differenza tra questi due atti, invece, attiene alla circostanza che con le DAT il soggetto proietta nel tempo la libertà di autodeterminazione individuale in relazione alla propria salute. Egli può decidere se curarsi, se non curarsi o se non subire trattamenti sanitari rispetto ai quali non abbia prestato il proprio consenso. 


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