Ventisei stati Usa pronti a limitare gli aborti se la Corte Suprema ammette la legge del Mississippi


di Angelica La Rosa

LA SENTENZA ROE VERSUS WADE (CHE DECENNI FA HA, DI FATTO, INTRODOTTO L’ABORTO NEGLI STATI UNITI) SAREBBE SUPERATA…

Ventisei stati degli Stati Uniti potrebbero limitare radicalmente gli aborti se la legge del Mississippi verrà giudicata costituzionale dalla Corte Suprema.

La sentenza della Corte Suprema sulla legge del Mississippi (il caso Dobbs versus Jackson Women’s Health Organization), che proibisce gli aborti dopo le 15 settimane dal concepimento, può segnare un prima e un dopo per la causa pro-vita nel paese nordamericano.

Il nervosismo delle potenti lobby abortiste è evidente di fronte alla possibilità che la sentenza Roe versus Wade venga di fatto annullata.

Come è noto, il 1° dicembre si è svolta un’udienza orale presso la Corte Suprema proprio sul caso Dobbs versus Jackson Women’s Health Organization. Dal contenuto della sentenza dipende la possibilità che la causa pro-vita sia difesa legalmente in quegli Stati dove la maggioranza della popolazione e molti politici a tutti i livelli sono contrari all’aborto.

La posta in gioco è che la Corte Suprema permetta a ciascuno Stato di decidere quale sia la sua politica per rispettare la protezione del nascituro. In altre parole, una sentenza a favore del Mississippi non renderebbe l’aborto totalmente o parzialmente illegale in tutta la nazione, ma in 26 stati, cosa che fino ad ora non è stata possibile a causa della sentenza Roe versus Wade.

Proprio nell’udienza orale che si è svolta il primo giorno di questo mese, buona parte delle discussioni ha ruotato intorno alla possibilità che la Corte debba attenersi al principio dello “stare decisis” (in Latino significa “tenere ciò che è stato deciso”) oppure correggere precedenti sentenze, come è già successo per materie particolarmente delicate come il razzismo o il diritto all’autotutela. Le tempistiche per arrivare ad una decisione saranno ancora abbastanza lunghe, i giudici si incontreranno in camera di consiglio, discuteranno, sceglieranno chi sarà il giudice relatore e proseguiranno il confronto in sede riservata. Difficilmente la sentenza sarà pubblicata prima di giugno 2022.

Come riporta Il Sussidiario, se la linea tenuta dei tre giudici liberal, Breyer, Sotomayor e Kagan, è stata quella di sottolineare la non opportunità di riaprire un argomento da loro considerato chiuso cinquant’anni fa, la linea degli altri sei giudici è stata diversa. Il giudice Alito ha ribadito che “The fetus has an interest in having a life” e che questo interesse non cambia se il feto può o meno sopravvivere al di fuori dell’utero: compito della Corte è bilanciare la libertà di scelta della madre con l’interesse alla vita del figlio.

La giudice Barrett (nella foto sopra) ha sottolineato come molto sia cambiato rispetto a cinquanta o trent’anni fa, ad esempio i metodi contraccettivi sono molteplici e molto diffusi, c’è ora molta più disponibilità di coppie all’adozione e ci sono normative, così dette “safe haven”, che permettono il parto in anonimato e in sicurezza, con la possibilità per il bambino di crescere in un’altra famiglia.

Secondo il Guttmacher Institute, attualmente 21 stati hanno leggi che limitano severamente o vietano l’aborto che entreranno in vigore immediatamente se la Corte Suprema annullerà la decisione di Roe. Questi stati sono: Alabama, Arizona, Arkansas, Georgia, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Oklahoma, Carolina del Sud, Tennessee, Texas, Idaho, Utah, Nord Dakota, Sud Dakota, Iowa, Michigan, Missouri, Ohio, Virginia Occidentale e Wisconsin.

A seguire vi indichiamo quali sono gli stati che potrebbero restringere le condizioni per l’aborto (a fianco le ipotesi):

Alabama, divieto quasi totale;

Arizona, divieto quasi totale; sono già vietati anche gli aborti dettati dal sospetto che il bambino possa riportare un’anomalia genetica (di cui la sindrome di Down è una delle più diffuse). Chi dovesse violare la restrizione, potrebbe scontare fino a 2 anni di carcere. Le uniche eccezioni sono in caso di emergenza medica o condizioni fetali letali. Si prevede anche che i resti fetali siano sepolti o cremati;

Arkansas, divieto quasi totale; l’aborto sarebbe consentito solo qualora sia in pericolo la vita della madre, ma non in caso di stupro o incesto. Per i trasgressori le pene arriverebbero fino a 10 anni di reclusione e multe fino a $ 100.000;

Georgia, aborto permesso nelle prime sei settimane;

Idaho, aborto permesso nelle prime sei settimane; una proposta di legge richiede ai fornitori di eseguire test ecografici per verificare l’attività cardiaca. Se viene rilevato, l’aborto può essere eseguito solo se la vita o la salute fisica di una persona è in pericolo o in caso di stupro o incesto. Poiché l’attività cardiaca può essere rilevata già a sei settimane di gestazione, la legge vieta efficacemente l’aborto prima che la maggior parte delle persone si renda conto di essere incinta;

Iowa, Kentucky e Louisiana, aborto permesso nelle prime sei settimane;

Michigan, divieto quasi totale;

Mississippi, aborto permesso nelle prime sei settimane;

Missouri, aborto permesso nelle prime otto settimane;

Nord Dakota e Ohio, aborto permesso nelle prime sei settimane;

Oklahoma, divieto quasi totale; una legge richiede controlli ecografici per l’attività cardiaca e vieta l’aborto se rilevato. Una procedura di aborto è consentita per evitare “la morte o scongiurare il rischio grave di compromissione fisica sostanziale e irreversibile di una funzione corporea importante” per l’individuo, ma non in caso di stupro o incesto;

Carolina del Sud, aborto permesso nelle prime sei settimane; è già pronta una legge che richiede che i medici eseguano gli ultrasuoni per verificare l’attività cardiaca. Se rilevata, un aborto può essere eseguito solo se la vita della donna è in pericolo, per prevenire danni fisici irreversibili o se la gravidanza è stata causata da stupro o incesto. Coloro che continuano a fornire aborti potrebbero essere condannati fino a due anni di carcere e multati di 10.000 dollari. I fornitori di aborto potrebbero anche vedersi revocare la licenza medica e affrontare cause civili per danni;

Sud Dakota, sta andando dall’aborto permesso nelle prime sei settimane al divieto quasi totale; una legge, entrata in vigore nel mese di luglio scorso, prevede nello stato guidato dalla governatrice Kristi Noem, repubblicana, che le procedure di aborto sono vietate quando i test indicano che un feto potrebbe avere la sindrome di Down;

Tennessee, aborto permesso nelle prime sei settimane;

Texas, l’aborto diventerà illegale se la Corte Suprema annullasse la sentenza Roe versus Wade; intanto una legge prevede il divieto di aborto dopo che viene rilevata l’attività cardiaca, in genere intorno alle sei settimane di gravidanza, rendendolo il più grande stato a vietare la procedura prima che molte persone sappiano di essere incinta. Consente, inoltre, ai privati ​​cittadini di intentare azioni legali contro i medici o chiunque aiuti qualcuno ad abortire. Si può chiedere un risarcimento finanziario di almeno $ 10.000 per imputato;

Utah, West Virginia e Wisconsin, divieto quasi totale.

E questi sono gli altri cinque stati in cui una sentenza favorevole alla causa pro-vita provocherà sicuramente un cambiamento nella legge:

Florida, nel 2021 il legislatore statale ha cercato di vietare l’aborto a 20 settimane di gravidanza ed è già stato reso pubblico un tentativo di adottare un divieto in stile texano, che vieta l’aborto quando viene rilevato un battito cardiaco;

Indiana, nell’ultimo decennio, il legislatore ha promulgato 55 restrizioni e divieti all’aborto, aprendo la strada a un divieto completo;

Montana, per la prima volta in quasi un decennio, nel 2021 sono state emanate nuove restrizioni all’aborto, comprese le restrizioni sull’aborto medico e l’aborto a 20 settimane di gravidanza, per proteggere i feti in grado di provare dolore. Queste restrizioni attualmente non possono essere applicate a causa di un’ingiunzione del tribunale;

Nebraska, sebbene non sia uno degli stati più prolifici nell’emanare restrizioni all’aborto, è stato il primo ad adottare un divieto di 22 settimane (nel 2010) e nel 2020 ha adottato un metodo standard per vietare l’aborto dopo 15 settimane;

Wyoming, nel 2021 sono state emanate nuove restrizioni all’aborto e il legislatore ha preso seriamente in considerazione la possibilità di vietare l’aborto quando c’è un battito cardiaco.

In New Hampshire, entrerà in vigore nel gennaio 2022 una legge che vieta l’aborto dopo 24 settimane di gestazione, tranne in caso di pericolo di vita per la donna o di gravi condizioni di salute. Il divieto non prevede eccezioni per stupro o incesto. I medici che forniscono aborti oltre quel punto rischierebbero fino a sette anni di carcere.

Inutile dire che è partita la campagna diffamatoria contro i pro vita statunitensi. Citiamo solo un esempio. La CNN, in un articolo dal titolo “La vita può essere dura per i bambini in molti stati anti-aborto“, presenta come tesi di fondo la seguente: dove non si vuole l’aborto le condizioni di vita per i bambini sono peggiori degli altri stati!

Parafrasando “È la stampa, bellezza! La stampa! E tu non ci puoi far niente! Niente!” (espressione del giornalista d’inchiesta interpretato da Humphrey Bogart nel film “L’ultima minaccia” del 1952) potremmo oggi dire: “Anche questa è propaganda… bellezza!“.

Per maggiori informazioni rinviamo a: https://www.nbcnews.com/news/us-news/what-u-s-abortion-access-looks-graphics-n1274859


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments