Umanesimo come rivolta: Erasmo da Rotterdam


di Aurelio Porfiri

L’UMANESIMO FU UNA RIVOLTA CONTRO LA CIVILTÀ CRISTIANA, PER FARE DIVENTARE L’UOMO UN DIO

 

Certamente, è difficile leggere i periodi storici come se fossero scritti su pietre. Nel senso che noi chiamiamo certi periodi in un certo modo per una convenzione storica che rispettiamo per intenderci.

Le persone che vivevano nel Medioevo non sapevano di essere in un periodo così chiamato, un nome che oltretutto significa poco, in quanto vuole denotare un tempo che si trova in mezzo a qualcos’altro e questo per quasi mille anni!

Lo storico francese Jacques Le Goff, avanza una teoria affascinante: “E giustamente, perché la discussione su quando termini il Medioevo è ancora aperta. Ho accennato al 1500 perché nei vostri libri di scuola è questa la data che viene citata: vi si spiega che nel Quattrocento, dapprima in Italia e poi nel resto d’Europa, si apre un nuovo periodo, quello del «Rinascimento»; inoltre, nei programmi scolastici, come vedrete presto, questa data rappresenta l’inizio dell’età detta «moderna». Ma per alcuni storici, e io tra questi, il Medioevo è durato in realtà sino alla fine del Settecento” (Il medioevo spiegato da Jacques Le Goff).

Noi, sempre per convenzione, continuiamo ad usare la divisione tradizionale che vede nel quindicesimo e sedicesimo secolo l’Umanesimo che confluisce nel Rinascimento. Protagonista di questo periodo fu Erasmo da Rotterdam (1466-1536). Erasmo, grande pensatore, fu visto come un precursore di Lutero, un riformista che chiedeva di ritornare alla Chiesa dell’antichità, un tema che vedremo anche molto vivo nel giansenismo (in questo modo lo studiano gli studenti in siti come studenti.it).

La polemica di grandi intellettuali come Erasmo era contro la scolastica, la filosofia medievale che era prettamente teocentrica e che quindi metteva Dio al centro e sopra tutti i discorsi. Nell’Umanesimo è l’uomo che consciamente o meno, si sostituisce a Dio. La polemica contro il medioevo, partirà per molti proprio da queste premesse e questo conferisce anche senso al nome di “Rinascimento”, un periodo appunto di rinascita dalla percepita oscurità medievale. L’Umanesimo quindi, alla sua radice, fu rivolta contro la civiltà cristiana, una rivolta in nome dell’uomo contemporaneo, delle sue supposte esigenze e necessità. Un tema che come possiamo constatare è fortemente presente nel modernismo nelle sue tante incarnazioni.

Invece pensatori che cercano un recupero dell’autentico cristianesimo vedono il medioevo con grande rispetto e favore, laddove fra tanti fallimenti ed errori si tentò di instaurare un’autentica civiltà cristiana.

Il pensatore brasiliano Plinio Côrrea de Oliveira ha detto: “È questa è la nostra finalità, il nostro grande ideale. Avanziamo verso la civiltà cattolica che potrà nascere dalle rovine del mondo moderno, come dalle rovine del mondo romano è nata la civiltà medioevale. Avanziamo verso la conquista di questo ideale, con il coraggio, la perseveranza, la decisione di affrontare e di vincere tutti gli ostacoli, con cui i crociati marciavano verso Gerusalemme”. Certo una idealità del tutto diversa da quella, pur bene intenzionata, di tanti antichi e moderni Umanisti.

 


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