Attenti all’ambientalismo gnostico di certi cattolici


A cura di Pietro Licciardi

L’AMBIENTE E’ COSA BEN DIVERSA DAL CREATO MA C’E’ QUALCHE CATTOLICO CHE HA CONFUSO LE DUE COSE FACENDO PROPRIA UNA CONCEZIONE PAGANEGGIANTE CHE DOVREBBE ESSERE LORO ESTRANEA

San Pio X, papa dal 1903 al 1914, definì il modernismo che già stava erodendo la Chiesa dall’interno, «l’eresia di tutte le eresie» avendone ben compreso il carattere gnostico. La Gnosi infatti è una eresia che confonde le idee, è ingannevole riuscendo a confondere verità ed errore per il suo carattere camaleontico che le consente di penetrare a fondo, spesso inavvertita. E infatti il modernismo ha cambiato il volto della Chiesa cattolica, nella quale ormai il concetto stesso di eresia è stato cancellato, dogmi fondamentali come l’esistenza dell’inferno sono messi in dubbio o negati e in nome del “dialogo ecumenico” si afferma perfino che la salvezza si ottiene anche senza appartenere alla Chiesa di Cristo.

La Gnosi cercò di colpire fin da subito la fede cristiana. Essa nacque in Oriente e fu sincretista, ma con Marcione e Pelagio divenne un’eresia cristiana, negando la creazione, l’incarnazione, la salvezza come opera della grazia che purifica la natura. Contro la Gnosi manichea combatterono Sant’Ireneo e Sant’Agostino, contro la Gnosi catara lottarono i Domenicani con la santità e la predicazione e i Crociati di Simone de Montfort con la spada. Contro la Gnosi dell’aristotelismo eterodosso combatté San Tommaso d’Aquino con la retta filosofia e la retta teologia, contro quella degli Spirituali e di Gioacchino da Fiore combatté San Bonaventura, contro quella modernista Pio X e il cardinale Merry del Val.

Oggi nessuno combatte più contro di essa e infatti la gnosi dilaga, tanto è vero che alcuni cattolici sembrano aver perso la fede nel soprannaturale per considerarsi come i membri di una sorta di Ong, avendo apparentemente posto la salvezza dell’uomo nelle mani dell’uomo stesso, che si salva grazie al suo attivismo. Da qui il moltiplicarsi di enti e iniziative umanitarie, la partecipazione a summit, organizzazioni sovranazionali o la acritica sottomissione ai diktat sanitari e “scientifici” che hanno caratterizzato l’attuale “pandemia”.

Il peccato originale è l’archetipo di ogni Gnosticismo. Anche il progressismo, il positivismo, il socialismo e il marxismo sono forme di Gnosi, come anche la teoria del gender e il trans-umanesimo. Laddove l’uomo pretende di darsi la salvezza da solo lì si esprime lo Gnosticismo. E’ il peccato originale che si rinnova.

Inquietante sintomo di come la gnosi pervada alcuni uomini di Chiesa è, tra l’altro, l’attivismo di gruppi laicali, associazioni, diocesi e parrocchie in ambito ambientale. Ma tutto questo attivismo, purtroppo, non ha permesso di imprimere un deciso cambio di rotta in senso morale e religioso, ma piuttosto ha portato molti ad assumere le logiche profane dell’ecologia e dell’economia.

Utilizzando più le categorie politiche, attinte dal linguaggio degli scienziati sociali di moda oppure dei mass media, che le categorie morali e religiose, spesso si riportano opinioni e luoghi comuni assieme a dati assunti come accreditati mentre invece non lo sono.

Ciò ha fatto si che risultasse convalidata una teoria, come quella del riscaldamento globale prodotto dall’uomo, che non solo è negata e confutata da scienziati autorevoli ma è ancora oggetto di discussioni tra gli esperti un bel po’ dei quali sottolinea la completa inattendibilità scientifica di questa ipotesi. Fatto più grave è che buona parte del mondo cattolico ha fatto propria una “filosofia” e concezione tipicamente pagana e. appunto, gnostica.

L’assunzione da parte dei cattolici del linguaggio e dei contenuti in voga oggi nel mondo, è stata giustamente criticata da molti studiosi di Dottrina sociale della Chiesa, come il professor George Woodall, docente al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, secondo il quale occorre distinguere molto bene la dottrina sociale vera e propria dalle semplici opinioni personali sulla portata di certi sviluppi storici e da affermazioni di stampo scientifico-tecnico.

Per un cattolico la terra è dono di Dio all’uomo ed egli è solo parte del Creato, ma è la prima tra le creature, essendoci una gerarchia tra l’uomo e gli altri esseri viventi. D’altro canto proprio perché l’uomo è anch’egli creatura deve rendere conto al Creatore. Ecco perché si dovrebbe parlare di cura o di salvaguardia del Creato. Non si tratta di “difendere” ma di “far crescere”. San Giovanni Paolo II parlava di «collaborazione alla Creazione».

L’opposto dell’ambientalismo della mentalità ecologista dominante – che ha fatto breccia anche tra i cattolici – la quale è portatrice di una visione negativa dell’uomo. Egli sarebbe elemento di disturbo di una natura che sarebbe in condizioni molto migliori se l’uomo non ci fosse, pertanto questi ci può vivere ma a patto che faccia meno attività possibile e rinunci anche a riprodursi. Nel corso del recente Sinodo sull’Amazzonia qualche padre sinodale ha perfino proposto di ridurre l’uomo a “ospite” della terra mentre il movimento organizzato attorno a Greta Thunberg e ai Fridays for Future, ha motivato anche il movimento di giovani che si impegnano a non mettere al mondo nuovi figli.

Quindi, cari cattolici, tenetevi alla larga da chi, anche in parrocchia, vi invita all’impegno “ecologista” e tornate a guardare al luminoso esempio dei monaci benedettini, i quali – soprattutto nell’Alto Medioevo – fondavano i loro monasteri in luoghi selvaggi e inospitali. Tra una preghiera e l’altra, i buoni frati lavoravano alla bonifica dell’ambiente, che diveniva un incantevole giardino permettendo di ricostruire letteralmente l’Europa, quando tutto sembrava destinato alla distruzione e all’abbandono.


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