“La facilità con cui abbiamo acconsentito alla brusca resa di così tante libertà è inquietante”


Di Emanuela Maccarrone

IL PROFESSOR GRÉGOR PUPPINCK (CENTRO EUROPEO PER IL DIRITTO E LA GIUSTIZIA): “LA CHIESA DOVREBBE ASSUMERE IL SUO RUOLO DI CONTROPOTERE DI FRONTE ALLE ECCESSIVE RESTRIZIONI DELLA LIBERTÀ

Ventisei consulenti giuridici delle Conferenze episcopali d’Europa hanno partecipato a un incontro, tenutosi recentemente in modalità telematica, per riflettere sulle conseguenze delle restrizioni pandemiche messe in atto da parte dei governi europei. È quanto si apprende dal sito ufficiale del Consiglio delle Conferenze episcopali europee.

All’incontro ha partecipato anche il professor Grégor Puppinck, direttore del Centro Europeo per il Diritto e la Giustizia, presentando una relazione sui profili costituzionali e giuridici delle restrizioni alla libertà religiosa nel contesto dell’emergenza sanitaria.

Denunciando una diversità di misure messe in atto nei diversi paesi europei, Puppinck ha svolto un’analisi sulla loro legalità e la difficoltà di un adeguato bilanciamento tra il rispetto della libertà religiosa e la necessità di proteggere la salute pubblica.

La crisi di Covid ha permesso a tutti di sperimentare il potere della paura sulla società. In retrospettiva, la facilità con cui abbiamo acconsentito alla brusca resa di così tante libertà è inquietante. Obblighi che normalmente sarebbero inconcepibili sono stati facilmente accettati. La crisi di Covid ha anche permesso a tutti di sperimentare il potere dei media di stordire la popolazione”.

Per lo studioso cattolico la paura e la confusione generate dalle crisi non possono essere le occasioni favorevoli per i governi per accrescere i rispettivi poteri, ma devono spingere l’intervento dei giuristi a esercitare un maggior controllo sulla situazione.

Particolare attenzione è stata data alle leggi europee che tutelano le libertà individuali, e la libertà religiosa in particolare, come pure al diritto internazionale, soprattutto al Trattato Internazionale sui Diritti Civili e Politici (1966), che richiede che ogni restrizione imposta in condizioni di emergenza sia conforme agli obblighi del diritto internazionale e non incorra in arbitrarie discriminazioni, rispettando criteri di proporzionalità e temporalità.

Secondo il professore, le restrizioni adottate dai differenti governi sono state irrazionali e incoerenti. Pratiche spirituali quali l’insegnamento del catechismo, le visite pastorali ai malati, ai moribondi, agli anziani o ai prigionieri sono state proibite o rese impossibili, in alcuni casi anche la proibizione di raduni nelle chiese, mentre sono state liberamente permesse le manifestazioni politiche all’aperto.

Si può sospettare che alcuni governi, contrari alla Chiesa per motivi ideologici, abbiano approfittato di queste circostanze per rafforzare il loro potere sulla Chiesa, ridurre la celebrazione dei sacramenti e distaccare i fedeli dalla pratica religiosa“.

A conclusione del suo intervento, Puppinck ha invitato la Chiesa ad essere “un baluardo di libertà nel contesto dell’eccessivo rafforzamento del potere civile”, assumendo una posizione di contropotere di fronte alle restrizioni della libertà, attraverso sia la cooperazione con le autorità civili sia ricorrendo alle azioni legali contro le loro decisioni quando sono chiaramente arbitrarie, sproporzionate o discriminatorie.

È di primaria importanza stabilire un chiaro limite al potere dello Stato sul corpo delle persone” ha affermato il professore, evidenziando che la vaccinazione obbligatoria viola due diritti fondamentali dell’etica medica: il diritto al rispetto dell’integrità fisica e il diritto al rispetto del consenso informato e libero, prima di qualsiasi intervento medico sulle persone, “anche in questo caso, le persone guardano alla Chiesa per una guida e una protezione”.

 


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