Il magistero della Chiesa non ha l’autorità di proporre nulla di nuovo rispetto a quanto insegnato da Gesù


di don Ruggero Gorletti

COMMENTO AL VANGELO DI MARTEDI’ 11 GENNAIO 2022

Dal Vangelo secondo san  Marco 1, 21-28

 

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

COMMENTO

«Egli insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi». Gesù è stato inviato dal Padre per rivelare ciò che di Dio può essere noto all’uomo su questa terra. Gesù è a sua volta è Dio, la persona divina del Figlio, generato e non creato dalla stessa sostanza del Padre prima di tutti i secoli, che in un certo luogo e in una certa data ha assunto la nostra natura umana, è divenuto veramente uomo, senza per questo smettere di essere veramente Dio. Da qui gli deriva l’autorità con cui parla. Nessuno poteva, può e potrà parlare con quella autorità, perché la rivelazione di Dio è completa con Gesù. Il magistero della Chiesa non ha l’autorità di proporre nulla di nuovo rispetto a quanto insegnato da Gesù: deve limitarsi a custodire, approfondire e annunciare quel deposito della fede che Dio ci ha lasciato, e che, completato con la morte dell’ultimo degli apostoli,  non è più modificabile.


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