Italia, un Paese che vanta troppo popolo pauroso…


di Gian Piero Bonfanti

ALCUNI VACCINATI CONTRARI AL GREEN PASS HANNO PAURA DI ESPORSI E NON ESPRIMONO LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO

Mentre il nostro Paese sta scivolando velocemente in uno Stato controllato da un modello ispirato al Security State cinese, l’angoscia e le paure delle persone aumentano di giorno in giorno.

Da una parte c’è chi è convinto che il vaccino anti-Covid sia l’unica soluzione possibile.

Queste sono le persone che si sbracciano contro quelli che vengono chiamati no-vax, coloro che stanno chiedendo restrizioni per tutto il Paese e che vedono l’unica e sola via d’uscita da questa situazione di “emergenza” nell’inoculazione di massa.

Sono le stesse persone che vivono con il terrore quotidiano, prendendo le distanze da chi si trova intorno a loro.

Usano igienizzanti in modo spasmodico e continuo, sono sempre nascosti dietro una mascherina chirurgica e la indossano anche quando sono in ambienti isolati, da soli in alta montagna o mentre guidano la macchina senza nessuno a bordo, od anche da soli sul balcone di casa propria.

Queste sono le persone che hanno il terrore del virus, sono le stesse che incrociano lo sguardo di chi ha la mascherina posizionata malamente sul volto, fulminandolo con lo sguardo come se fosse la persona da odiare di più al mondo.

Il panico in queste persone ha oramai superato ogni limite, andando a superare anche i legami affettivi.

Parenti e amici possono essere “sacrificati” fintanto che non “si è tutti al sicuro”.

Poi c’è tutta un’altra parte della popolazione che, come sempre, assume un atteggiamento tiepido.

Questi si stanno vaccinando perché costretti dalle norme, per “tornare ad avere la libertà“, per poter lavorare e andare al cinema, al teatro, al ristorante etc. Per molti di loro vale il detto: “oramai si vaccinano tutti perché non dovrei farlo io? Non si sbaglieranno tutti!“.

Ebbene anche queste persone, che ad onor del vero sono la maggioranza della popolazione, vivono comunque a mio parere in una paura quotidiana, quella cioè di esporsi e, pertanto, non prendono una posizione netta e non esprimono liberamente il proprio pensiero.

Seguono quanto viene raccontato dai media ma anche apprendono notizie dalla controinformazione, aspettando passivamente che tutto passi, tanto c’è sempre qualcun altro che sceglierà per loro.

L’importante però è vivere e lasciar vivere con la paura che prima o poi qualcuno possa venire a conoscenza del loro pensiero.

Poi c’è un’altra parte della popolazione che vive nell’angoscia di quello che sta per accadere, ovvero l’introduzione di leggi persecutorie a causa della loro scelta di non vaccinarsi.

Anche questa parte della popolazione sta vivendo un incubo, una paura che ogni giorno li attanaglia sempre di più. Cosa ne sarà di loro? Come potranno vivere, lavorare, fare la spesa, far crescere i loro figli? Questa gente non riesce a trovare pace pensando a piani alternativi, comunità, vie di fuga. Dovranno cedere al volere di chi vuole la vaccinazione di massa oppure la loro resistenza verrà prima o poi ripagata?

Ecco caro Covid-19, hai reso l’Italia un Paese pieno di paure, utilizzando i mezzi di comunicazione per diffondere un panico incontrollato, dal quale ben pochi sono rimasti esenti. Complici di tutto questo sono coloro che si sono resi protagonisti nell’instillazione dell’odio, diffondendo notizie approssimative o mendaci, nascondendo parte della verità.

Anche quest’anno il nostro Paese non ha perso l’occasione per distinguersi dagli altri per un primato mondiale, quello cioè di un popolo che per sopravvivenza preferisce nascondersi dietro ad una protesi di carta ed una sostanza che “funzionicchia” (prof. Dario Galli) invece di mantenere serenità, lucidità e fede.


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