Stiamo in guardia dal legalismo, l’osservanza della legge fine a se stessa


di don Ruggero Gorletti

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COMMENTO AL VANGELO DI MARTEDI’ 18 GENNAIO 2022

 

  
Dal vangelo secondo san Marco 2,23-28

 

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!».
E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

COMMENTO

«Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato». Queste parole di Gesù non vogliono dirci che tutto è lecito, vogliono invece metterci in guardia dal legalismo, cioè dall’osservanza della legge fine a se stessa. La legge di Dio non è una legge fiscale, che va rispettata osservardone la lettera ma cercando di spendere il meno possibile. Va osservata alla luce dei due comandamenti dell’amore: ama Dio con tutto te stesso e ama il prossimo tuo come te stesso. E i due comandamenti dell’amore non rendono la legge di Dio qualcosa di relativo, che può essere disobbedita a piacimento, a seconda di ciò che c suggerisce l’istinto, ma la rendono ancora più stringente, perché l’obbedienza non è dovuta per timore delle conseguenze di una disobbedienza, ma per amore, che è una forza che si impone in con efficacia molto maggiore rispetto alla paura.


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