Le misure governative richiedono la difesa popolare dei diritti inalienabili


di Emanuela Maccarrone

MONSIGNOR CARLO MARIA VIGANÒ: “QUANDO L’AUTORITÀ COSPIRA CONTRO LA NAZIONE E ABUSA DEL PROPRIO POTERE CONTRO I CITTADINI, LA DISOBBEDIENZA CIVILE E L’OBIEZIONE DI COSCIENZA SONO DOVEROSE”

Continuiamo a registrare interventi di condanna del governo Draghi in merito alla violazione dei diritti fondamentali in Italia. Da ultimo è scesa in campo Amnesty International che ha sollecitato il Governo, attraverso indicazioni varie, al ripristino del godimento delle libertà inalienabili dell’uomo in Italia.

Anche il Tar del Lazio è intervenuto accogliendo il ricorso del Comitato Cura Domiciliare Covid-19, presieduto dall’Avvocato Erich Grimaldi. Dalla sentenza del Tar è emerso che le linee guida introdotte dall’AIFA (Agenzia italiana del farmaco), come tradotte nella Circolare del Ministero della salute ‘Gestione domiciliare dei pazienti con infezioni da SARS-Cov-2”, aggiornata al 26 aprile 2021, nella parte in cui nei primi giorni di malattia da Sars-Cov- 2 prevede unicamente una ‘vigilante attesa’, si oppongono con la richiesta di professionalità del medico impedendogli l’utilizzo di terapie, eventualmente, ritenute idonee ed efficaci a contrastare la malattia Covid-19.

Il marasma anticostituzionale che sta stravolgendo il popolo italiano ha spinto quella parte di cittadini, chiamati dai media mainstream ‘no vax’, a manifestare più volte per la tutela dei diritti costituzionali fondamentali. È quanto accaduto anche lo scorso 15 gennaio a Roma e in difesa della manifestazione pacifica non è mancato l’intervento di Monsignor Carlo Maria Viganò.

Dopo aver ricordato che l’attuale battaglia ha una dimensione spirituale e anticristica, il porporato si è rivolto ai manifestanti dicendo: “la vostra protesta si unisce a quella di milioni di altre persone. Una protesta coraggiosa che parte dalla condivisione di alcuni principi fondamentali quali il diritto alle libertà naturali, alla scelta consapevole delle cure e al rispetto delle proprie convinzioni in materia sanitaria e civile”.

L’alto prelato ha parlato anche a coloro che, a vario titolo, stanno riconoscendo gli inganni e le menzogne che durano oramai da due anni.  Rivolgendosi ai medici e paramedici, ai magistrati e alle forze dell’ordine, ai politici, ai giornalisti, agli esercenti, ai chierici e ai prelati, il monsignore li ha sollecitati affinché agiscano in difesa e negli interessi della Nazione e dei cittadini, prestando fedeltà ai giuramenti richiesti dall’esercizio delle proprie professioni, difendendo la verità e non assecondando né le pretese globaliste che vogliono asservire le Nazioni e i popoli né il delirio di un’autorità che si legittima con l’uso della forza, ma ricordandosi “che il Signore ha ordinato di amare il nostro prossimo, ossia colui che ci è più vicino”.

Il porporato è stato chiaro nel definire che queste proteste non devono esaurirsi in una rivendicazione di diritti e di libertà, prescindendo dalla Verità e dalla Giustizia, ma devono guardare a Dio e alla Sua legge, in quanto Verità per eccellenza. “Chi oggi vi discrimina, chi vi impedisce di lavorare, di andare  a scuola, di viaggiare e di entrare nei ristoranti e nei negozi è lo stesso che vi dice da decenni che siete ‘liberi’ di offendere Dio, di infrangere i Suoi Comandamenti”, ha detto il porporato facendo riferimento ai vari crimini contro la persona umana: dagli aborti all’eutanasia, dal divorzio al rinnegamento del passato, cioè la civiltà cristiana e l’identità di cattolici e di italiani.

Nel manifestare in tutela dei diritti fondamentali, l’accorato appello del porporato è stato di ritornare a Dio ponendo fine alle discriminazioni e alla ghettizzazione dei dissenzienti. “Usciamo da questo delirio, nel nome di Dio!”.

“Quando l’autorità cospira contro la Nazione e abusa del proprio potere contro i cittadini, la disobbedienza civile e l’obiezione di coscienza sono doverose. I vostri figli vi ringrazieranno per quanto fate, a condizione che la vostra azione sia illuminata dalla Fede e infiammata dalla Carità. Se volete solo tornare ad essere liberi di offendere Dio e di infrangere la Sua Legge, non uscirete mai da questa infernale distopia”, ha concluso Viganò.

 


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