Anche negli Usa spacciate cifre false sui morti da Covid


di Pietro Licciardi

NUOVE DICHIARAZIONI SVELANO LE REITERATE MENZOGNE DEI GOVERNI SULLE REALI DIMENSIONI DELL’EPIDEMIA DA COVID

 

Come sappiamo il governo Draghi è intenzionato a proseguire la sua politica liberticida imponendo con l’arma del ricatto la vaccinazione, ormai palesemente inefficace a contenere la diffusione della variante Omicron, e la compressione dei diritti costituzionali inasprendo i divieti di accesso per chi non è in possesso del famigerato green pass, così simile ai passaporti interni in uso nell’Unione sovietica e nei paesi del blocco comunista; ai certificati di appartenenza alla razza ariana di germanica memoria, con i quali si divideva la popolazione tedesca in cittadini si serie A e di serie B (gli ebrei), o al regime di apartheid in vigore negli Stati Uniti fino agli anni Sessanta del secolo scorso o nel Sudafrica fino al 1994

Tutto questo col pretesto di uno stato di emergenza più volte reiterato e del quale non si vede la fine.

Tuttavia le bugie, come recita il noto detto popolare, hanno le gambe corte e prima o poi la verità, anche se a fatica e col contagocce, viene a galla.

Cominciamo dal numero dei morti da Covid, che in Italia, ci è stato detto, sono stati 100mila nel 2020, anno terribilis, dell’epidemia. Una cifra spaventevole arrivata dopo un anno in cui i Tg nazionali a reti unificate aprivano con la conta quotidiana dei decessi. Tutti ricordano poi le drammatiche immagini della colonna di camion militari che nella notte a Bergamo hanno portato via le salme, anche se nessuno però ha potuto guardare dentro quei camion per contare le bare. Ebbene, come riportato anche da InFormazione cattolica, già a luglio di quest’anno è uscita la notizia secondo cui per la stessa Avvocatura dello Stato «i dati riferiti all’Italia devono essere valutati con le dovute precauzioni» in quanto quei numeri «classificano tra deceduti tutti coloro i quali avevano il virus al momento del decesso e non – come avvenuto da altri Paesi (…) – soltanto coloro i quali sono deceduti a causa del virus stesso».

Simile denuncia l’ha fatta a suo tempo anche un medico tedesco: Bertram Häussler, capo dell’istituto di ricerca sanitaria indipendente Iges di Berlino, che ha svolto una ricerca sui decessi per Coronavirus scoprendo che l’80% delle persone morte catalogate sotto la dicitura “morti di Covid” in realtà non sono decedute a causa del virus.

Adesso anche negli Stati Uniti si ammette che i numeri sono stati ampiamente alterati. Come ha dichiarato infatti la direttrice del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), Rochelle Walenskly, il 75% dei morti per Covid sono in realtà morti per qualcos’altro, e queste persone avevano almeno altre quattro malattie potenzialmente mortali.

Considerate le percentuali di falsificazione, simili in Europa e negli Usa, e considerati i 100mila morti dichiarati dal governo italiano possiamo legittimamente supporre che i morti da Covid “veri” siano stati da 20 a 25mila. Ma di questi quanti sono stati uccisi dal protocollo del ministro Speranza della tachipirina e vigile attesa? Una procedura duramente criticata, anche pubblicamente, fin dai primi momenti dell’epidemia da moltissimi medici.

Alla fine della giostra niente di più probabile che questo Covid, spacciato come la Spagnola del XXI secolo, pandemia che nel 1918-19 causò circa 400mila morti in Italia e 10milioni nel mondo, risulti essere stato nient’altro che una brutta influenza. Addirittura meno brutta di quella “asiatica” che nel 1969 colpì la nostra Penisola causando 20.000 morti.

Solo che allora il Paese non si paralizzò in lunghi e ripetuti look down, non si assassinarono economicamente imprese e famiglie, non si istaurò uno stato nazi-comunista con ricatti vaccinali, green pass e sospensione (abolizione?) dei diritti costituzionali. Soprattutto non cosò almeno un milione di disoccupati e due o tre milioni di nuovi poveri.

Noi siamo certi che la giustizia divina colpirà tutti coloro che hanno gestito in maniera disonesta o superficiale questa emergenza, vera o virtuale che sia, ma vogliamo sperare anche che quando tutto sarà chiaro pure la giustizia terrena voglia intervenire.

 


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