Studio del governo olandese: “green pass inutile”


a cura di Angelica La Rosa

QUALCUNO LO SPIEGHI A DRAGHI E SPERANZA!

Il governo olandese ha commissionato uno studio indipendente per valutare l’efficacia del sistema . Secondo lo studio, attualmente l’introduzione di tali misure difficilmente frena il numero di infezioni.

“Sulla base della nostra ricerca, la politica 2G o 3G sta diventando più difficile da difendere”, ha affermato nei giorni scorsi Niek Mouter, professore dell’Università di Delft e responsabile di una ricerca su quello che abbiamo chiamato green pass.

Come è noto in alcuni paesi del centro-nord Europa utilizzano le sigle 2G o 3G, per indicare, rispettivamente, l’italiano Super Green Pass (vaccinazione o guarigione dal Covid) e il Green Pass (vaccino, guarigione o tampone negativo).

Secondo lo studio, sia l’introduzione del 2G che del 3G non sono affatto sufficienti per portare una riduzione del numero di riproduzione (ossia il numero che indica la velocità con cui si sta diffondendo il virus) al di sotto di 1 e consentire così all’epidemia di diminuire.

La ricerca mostra che a breve termine è praticamente impossibile organizzare un ambiente più sicuro con il sistema 2G mentre la politica dell’1G, dove tutti sono stati testati, sarebbe molto più efficace: potrebbe ridurre il tasso di riproduzione del 45%. Ma anche con questa diminuzione, il numero di riproduzione non scende al di sotto di 1.

“Oggi è impossibile ottenere il numero R inferiore a 1 con qualsiasi forma di Green Pass”, ha spiegato il professor Mouter. Il Ministro della Salute, Ernst Kuipers, che ha promosso la ricerca, ha inviato i risultati a tutti i parlamentari in modo che possano valutarli in vista di tre atti legislativi che vorrebbero rendere il 2G un’opzione nei Paesi Bassi.

 


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