Come fermare l’emorragia di fedeli? Con l’identità cristiana e Maria Immacolata!

di Diego Torre

ECCO GLI ARGINI AL CALO DELLE VOCAZIONI, ALLE CHIESE SVUOTATE, ALLE LEGISLAZIONI DELLE NAZIONI E DELLE CULTURE SEMPRE PIÙ SCRISTIANIZZATE E ANTIUMANE…

La desacralizzazione,  anche prima del Covid, ha investito il mondo-una-volta-cristiano, aprendo varchi paurosi nella vita della Chiesa cattolica; non è un novità. Calo delle vocazioni, chiese  sempre più svuotate, legislazioni  delle nazioni e culture sempre più scristianizzate e antiumane. Il fenomeno non risparmia l’America Latina dove sembra addirittura più marcato, come tutti gli studi sociologici ed i sondaggi dimostrano. In particolare, il Brasile, gigante americano di 215 milioni di abitanti,  cattolico quasi al 100% fino a pochi decenni fa, vede ormai tale percentuale scendere sotto il 70.

Cosa è successo? Secondo il professor Rodrigo Guerra López, teologo messicano e segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina della Santa Sede, intervistato dalla Nuova Bussola Quotidiana, il fenomeno “non va interpretato alla luce delle teorie classiche della secolarizzazione, di carattere molto europeo, che affermano che l’educazione ci allontana dalle credenze religiose”…bensì “molte persone sono disincantate esi allontanano dalla fede cattolica quando non trovano un’esperienza affettiva e comunitaria che le accolga, quando non trovano, ad esempio, uno stile di vita che combini due cose, la misericordia e allo stesso tempo una proposta chiara per la trasformazione della propria vita. Per questo oggi assistiamo a fughe, ad esempio, verso i Pentecostali”.

In una parola i transfughi cercano un’identità cristiana, forte ed autentica, che nella chiesa non trovano. Ne beneficiano le chiese pentecostali che nell’America Latina (ed in misura minore anche in Europa e negli Stati Uniti), vedono aumentare i loro proseliti, proponendo un apostolato missionario e nessun cedimento  sulle tematiche etiche.

L’indicazione che ne deriva è chiara ed universalmente valida: non serve compromesso o lassismo, adeguamenti ipocriti o tatticismi. Serve la forza del Vangelo e della fede, nella loro integrità e totalità. Essi calamitano i cuori degli uomini e le benedizioni di Dio. Essi hanno sempre attratto le anime alla Chiesa e ne hanno sancito i trionfi.

L’andazzo però è molto migliore in Messico; perché? Secondo il segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina “c’è un deterioramento, ma non è pronunciato. E in Messico abbiamo avuto anche gravi casi di abusi sessuali, come quello di Marcial Maciel; quindi, avremmo potuto immaginare che si sarebbe verificato un fenomeno simile a quello cileno, ma non è successo. La risposta la si trova in uno studio presentato da due sociologi alla fine dello scorso anno sulla rivista Nexos, dove si può evidenziare che non sono le strategie pastorali dei Vescovi a mantenere l’appartenenza alla Chiesa cattolica, ma che il deterioramento è mitigato dalla pietà popolare, in questo caso dalla Madonna di Guadalupe.

Lo stesso fenomeno notava anni fa il teologo francese e noto esperto di mariologia René Laurentin (1917-2017), quando constatava che a troppe parrocchie vuote corrispondeva un affollamento inverosimile dei santuari mariani. Si chiedeva egli ancora: cosa cercano le persone nei luoghi visitati dalla Madonna che non trovano nelle chiese?

La riflessione condurrebbe a questo punto al ruolo dell’Immacolata nella vita della Chiesa e all’apporto straordinario, unico ed indispensabile, che Ella può dare alla sua espansione. Ma sarebbe un discorso troppo complesso per chiudere l’articolo. Lo facciamo invece con le parole del professor Guerra López, che riferendosi al Papa, ritiene che “invece di spaventarci, metterci in imbarazzo o nascondere tutto questo, dobbiamo accoglierlo come un forte campanello d’allarme, prendere la decisione una volta per tutte di abbandonare le forme d’ufficio che hanno generato così molti danni all’interno della Chiesa e hanno snaturato il vero volto del cristianesimo, che ha urgente bisogno di essere corretto”.

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Rene Laurentin: “Dobbiamo dire grazie anche a Lourdes se in Francia molti cattolici hanno conservato la fede, dopo la crisi del post-concilio” (intervista a Tornielli, Lourdes. Inchiesta sul mistero a 150 anni dalle apparizioni, 2008).