Il cardinal Müller: “molti vescovi tedeschi non riescono a difendere la fede”


di Angelica La Rosa

IL PREFETTO EMERITO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE: “ABBIAMO L’OBBLIGO DI PARTECIPARE CORPORALMENTE ALLA MESSA”

 

Intervistato da Karl Gustel Wärnberg per il numero di febbraio 2022 del Catholic Herald, il cardinale Gerhard Müller ha spiegato che, purtroppo, “le persone si stanno abituando all’idea che non è così importante essere presenti fisicamente alla Santa Messa. Alcuni pensano che basti essere presenti virtualmente”. Ma noi cattolici “crediamo nella Presenza Reale. Dio si è fatto carne e ha vissuto in mezzo a noi. Non è un simbolo, è un cambiamento reale e assoluto dalla morte alla vita. È presente nella Chiesa, che è il suo corpo. Soprattutto abbiamo l’Eucaristia, vera presenza corporea di Cristo in mezzo a noi, e nutrimento della nostra vita”.

Per questo, secondo il cardinale, abbiamo l’obbligo di partecipare corporalmente alla Messa, perché dalla nostra natura umana deriva che la fisicità è essenziale per la nostra vita. Partecipare alla Santa Messa “non è una questione disciplinare, ma ha a che fare con la sostanza della nostra fede”.

Circa il Cammino sinodale tedesco e i vescovi tedeschi (che, tra le varie cose hanno proposto l’ordinazione delle donne e la benedizione dei rapporti omosessuali in chiesa) il cardinale ha spiegato che “chi non accetta il Concilio, cos’è la Chiesa, cos’è il sacerdozio, l’episcopato, sta partecipando al Cammino sinodale. Discutono se abbiamo bisogno del sacerdozio o meno. Questo è assolutamente contro la dottrina della Chiesa. Il sacerdozio si esprime in tutti i concili, ma specialmente nella Lumen gentium. Il Cammino sinodale lo rifiuta e parla di ‘democratizzazione della Chiesa’. La Chiesa non ha nulla a che vedere con i sistemi della politica. La concezione democratica, secondo cui tutto il potere proviene dal popolo, non è la via della Chiesa”.

I recenti sviluppi nella Chiesa tedesca rappresentano per il cardinale un passo verso una comprensione anglicana della Chiesa, dove c’è un rispetto per il Papa in senso onorifico, ma non una visione chiara di lui come il vicario di Cristo.

Il Cardinale non crede che il Cammino sinodale sia rappresentativo della Chiesa tedesca in generale. “Ci sono sviluppi pericolosi e allarmanti all’interno del Cammino sinodale, con i Vescovi che fraintendono o si rifiutano di difendere la fede che intendono proteggere”.

Vogliono “modernizzare” la Chiesa, ma “Gesù Cristo è l’uomo più moderno, poiché ha vinto la morte e ci ha dato la vita, donando una nuova creazione. Questa è la piena modernità della Chiesa. Loro [il Cammino sinodale, ndr.] vogliono rifare la Chiesa, con le persone che si uniscono come se fosse un’agenda politica. Costruiscono le loro argomentazioni sulla base di una premessa errata, ovvero che le persone possano unirsi alla Chiesa per motivi politici”.

Riflettendo, invece, sui giovani cattolici in America, il porporato ha rilevato che “non seguono la propaganda LGBT. I promotori di tali ideologie non hanno in mente l’interesse delle persone che affermano di aiutare. Usano la sessualità per fini politici, e lo fanno cambiando la nostra comprensione principale di cosa significhi essere umani, della nostra comprensione del maschile e del femminile. Coloro che affermano di aiutare sono completamente strumentalizzati e utilizzati per fini politici”.

Il Cardinale, parlando di realtà politica internazionale, ha spiegato che “gli organizzatori del nuovo mondo vogliono unire tutti secondo i loro sistemi. Sono il Nuovo Ordine Mondiale, vedendosi come architetti di un nuovo mondo. ‘La creazione non è stata ben fatta, quindi dobbiamo creare un nuovo mondo senza problemi, dove tutti siano uniti’, dicono. Mi hanno chiamato un teorico della cospirazione, ma tali sono i cospiratori. Dobbiamo ricordare che i cristiani hanno sempre vissuto negli ultimi tempi. Ogni giorno è in un certo senso un giorno di fine: quello che attendiamo è l’ultimo giorno in assoluto che non possiamo conoscere. Pertanto dobbiamo essere vigili e prepararci. I cristiani dell’Impero Romano, del Terzo Reich e dell’Unione Sovietica vivevano sotto la persecuzione: per loro ogni giorno era l’ultimo giorno”.

 


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