Il Vangelo è il lievito più rivoluzionario della storia


di Padre Giuseppe Tagliareni*

L’ITALIA E L’EUROPA OGGI HANNO IN GRAN PARTE RINNEGATO LA FEDE CRISTIANA, CHE PER DUE MILA ANNI NE AVEVA ELEVATO LA CIVILTÀ A VETTE MAI RAGGIUNTE

 

Il divino Maestro, amante della verità e della semplicità, usava spesso immagini di cose da tutti conosciute, per trasmettere insegnamenti spirituali di cose profonde e talvolta non facili da capire da persone spesso ignoranti, illetterate, popolane. Tutti conoscevano le Scritture, perché ogni sabato andavano alla sinagoga sia per pregare sia per conoscere meglio la storia sacra e gli interventi di Dio. I sinagoghi e più ancora i dottori della Legge e gli scribi nonché i sacerdoti a volte davano le loro lezioni su temi etici e religiosi, non sempre facili a comprendersi da tutti. Gesù invece, parlava per tutti e perciò sceglieva sempre il linguaggio più semplice, che faceva capire subito l’essenziale e apriva il campo a vari approfondimenti.

Sono a tutti note le tante parabole da lui inventate e le immagini più frequenti da lui usate per esprimere concetti spirituali non sempre facili ad afferrarsi direttamente. Così descrisse il peccato e il pentimento con la parabola del figlio prodigo, l’attaccamento al denaro con la parabola del ricco stolto, il Paradiso con la parabola del banchetto del regno, etc. Volle paragonare l’attività nascosta della Parola di Dio a quella del seme gettato nella terra e la capacità dei cuori ad accogliere la parola di Dio con la terra che accoglie il seme, ora come terra buona, ora come terra piena di spine e di pietre, che ostacolano la crescita del seme. Sono decine e decine le parabole e le immagini evangeliche. Tra di queste spiccano quelle della luce, del sale e del lievito, presenti nel discorso della Montagna.

“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini” (Mt 5,13). Gesù parla a coloro che lo seguono, lasciando tutte le cose consuete, per sentire lui, il Maestro che opera prodigi e guarisce tutte le malattie, caccia i demoni e converte i peccatori.

Egli parla con immensa sicurezza delle cose di Dio, con una dottrina nuova e con una autorità che non viene dagli studi fatti, né dalla frequentazione del tempio di Gerusalemme o delle scuole dei vari rabbi esistenti. Gesù li supera tutti per scienza, per santità, per profondità. La gente lo avverte; per questo lascia tutto per ascoltarlo, per vederlo, per apprendere i suoi insegnamenti semplici e profondi.

Qui dice a coloro che lo seguono: Voi siete il sale della terra cioè, voi che mi ascoltate e prendete la mia dottrina, diventate come il sale per i cibi. Cosa fa il sale? Tutti lo sanno: dà sapore, disinfetta, mantiene incorrotti tanti cibi (carne, pesce, olive, etc.), altrimenti deperibili. Il seguace di Gesù dev’essere come il sale per dar sapore a tutte le cose e impedire la corruzione: sia del linguaggio, sia dei costumi, sia dei riti, sia delle relazioni interpersonali. Il mondo non conosce Cristo e quindi si comporta in modo pagano sia nel parlare, sia nel vestire, sia nel lavorare, secondo egoismo e convenienza, secondo l’interesse terreno prevalente: il guadagno materiale, il successo, la gloria. Il cristiano invece, in tutte le cose ci mette l’amore di Dio e la fede nel Suo Regno che viene, sì da dare a tutte le cose un altro gusto. Ciò potrà far capire ai non credenti che si vive non per se stessi, ma per Dio.

Guai quando i cristiani non sanno rendere testimonianza e si comportano come gli altri: diventano come sale insipido, buono a nulla. Essi vengono rigettati e calpestati dagli uomini e per causa loro anche la dottrina di Cristo. La cosa è ancora più grave si accade ai sacerdoti e ai religiosi: coloro che fanno professione di cristianesimo: guai se sono come gli altri nel tratto, nel vestire, nel parlare, nel fumare, nel giocare, nel peccare. Così facendo essi, non solo non convertono nessuno a Cristo, ma contraddicono coi fatti la dottrina che professano a parole. Così rischiano di essere rigettati da Cristo nel giorno del giudizio, come servi infedeli, come cani muti, come persone che hanno avuto vergogna di lui. Egli a sua volta, non li riconoscerà davanti al Padre e ai Suoi Angeli. Al contrario, quelli che si saranno comportati con coerenza evangelica saranno premiati, perché con le loro parole e opere avranno fatto migliorare tante cose e tanti comportamenti.

“Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5,14-16). Le opere sante sono come la luce; una comunità viva è come una città posta sul monte; una persona saggia e onesta è come una lucerna posta in alto in casa per far luce a tutti quelli che vi sono dentro. Si può dire che la prima evangelizzazione è la condotta di vita dei cristiani, più ancora che la loro parola e dottrina. La vita e le opere di una Madre Teresa di Calcutta hanno fatto conoscere il Vangelo di Cristo non meno che tante prediche e tanti missionari, a un numero stragrande di persone che nulla sapevano di Cristo. Ci vuole pure la predica e la dottrina, ma maggiore luce fanno le buone opere di misericordia e di carità specialmente verso i più miseri e poveri della società.

“Un’altra parabola disse loro: «Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti» (Mt 13,33). L’eccellenza del Regno di Dio è come quella di una perla d’inestimabile valore; la sua crescita invisibile è come quella del granellino di senape, che così piccolo è capace nel tempo di far spuntare un grande arbusto. La sua interna dinamicità è come il lievito, che una volta impastato fa fermentare tutta la massa: cioè, quando in una casa, in un ufficio, in un gruppo di persone c’è qualcuno veramente bravo, amante di Gesù e suo portatore con i fatti e con le parole, allora a poco a poco tutta la massa fermenta e diventa atta a fare pane, se si mette nel forno. Cioè tutti diventano come lui, cristiani, amanti di Gesù e del prossimo. È così che nel giro di pochi secoli tutto il Mediterraneo è diventato cristiano, nonostante le persecuzioni e le invasioni barbariche.

Il Vangelo si dimostra essere il lievito più rivoluzionario della storia, che senza far chiasso né rumore, senza spargere sangue né tagliare teste, fa cambiare dall’interno usi e costumi, politica e amministrazione, diritto e legislazione, cultura e religione.

LItalia e lEuropa oggi hanno in gran parte rinnegato la fede cristiana, che per due mila anni ne aveva elevato la civiltà a vette mai raggiunte. Basti vedere le schiere di Santi, i tanti duomi e basiliche, i capolavori di pittura, architettura, musica, letteratura, etc. Oggi l’Europa rinnega le radici cristiane per prendere alla sua base un misto di gnosi, di ateismo, di materialismo evoluzionista, di paganesimo di ritorno. Si rinnega Dio e il Battesimo. Perché? Forse, più che per la virulenza degli attacchi è per la debolezza della cristianità. Troppe luci si sono spente; il sale si è fatto insipido; il lievito si è corrotto in lievito di malizia e di perversione. Il dragone infernale ha trascinato giù un terzo delle stelle. Ma la partita non è finita. C’è nella Chiesa una carta vincente: Maria, la “donna vestita di sole” (Ap 12,1), che fa tanta luce quanta ce ne vuole in casa e nel mondo. E contro la luce, le tenebre non possono prevalere.

 

 

 

 

* Padre Giuseppe Tagliareni
(29 luglio 1943 – 25 gennaio 2022),
è il fondatore dell’Opera della Divina Consolazione


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