Ecco chi è san Giuseppe da Leonessa


di Mariella Lentini*

I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

 

A Leonessa, vicino a Rieti, qualche secolo fa (1556) nasce un bel bambino di nome Eufranio (significa “portatore di gioia”). Mamma Francesca Paolini e papà Giovanni Desideri, commercianti benestanti, sono felici. Purtroppo il ragazzino rimane orfano di entrambi i genitori. Eufranio viene accolto in casa da uno zio insegnante a Viterbo. All’età di sedici anni Eufranio prende una decisione che stupisce tutti. Rinuncia a un buon matrimonio e alle sue ricchezze per diventare un umile frate minore francescano al servizio dei poveri, degli ammalati, dei deboli, degli sfruttati. Indossato un saio di ruvida stoffa colore marrone, con il suo caratteristico cappuccio, si fa chiamare Giuseppe ed entra in convento ad Assisi.

Studia teologia e diventa sacerdote: sempre in viaggio a piedi, sempre a predicare il Vangelo, tra Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria. Non possiede nulla, dorme su un sacco di paglia e si nutre solo di pane e legumi. Ma quanti miracoli fa l’umile frate! Un giorno, per sfamare tante persone, moltiplica le fave e questo miracolo viene ricordato tutti gli anni nei primi giorni di febbraio, a Leonessa, con una distribuzione di fave cotte. San Giuseppe, successivamente, si reca in missione a Costantinopoli (odierna Istanbul, Turchia) per assistere gli schiavi cristiani. Ma, dopo essersi introdotto nel palazzo del sultano Murad III, con l’intenzione di convertirlo, Fra Giuseppe viene imprigionato ed espulso dalla Turchia.

Rientrato in Italia, il frate francescano cammina di città in città, riposandosi pochissimo, per predicare il Vangelo e far conoscere Gesù. Soprattutto si adopera per le popolazioni pedemontane molto povere dell’Umbria e le difende contro le ingiustizie. Improvvisa per gli ammalati dei rifugi di fortuna dove accoglierli e assisterli. Istituisce i “Monti di Pietà” per combattere gli usurai che prestano il denaro a caro prezzo, mandando in rovina la povera gente. Muore nel 1612 ad Amatrice (Rieti) dove viene sepolto. Nel 1639 i cittadini di Leonessa, città natale di San Giuseppe, rubano il corpo del frate francescano rivendicandolo. Ancora oggi San Giuseppe riposa a Leonessa, nella chiesa a lui dedicata.

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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