Ecco chi è sant’Alfonso Maria Fusco


di Mariella Lentini*

I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

 

Per San Giovanni Paolo II, papa Karol Wojtyla, che lo proclama beato nel 2001, la vita di Alfonso Maria Fusco è un esempio per ogni sacerdote. La sua opera assomiglia a quella di Don Bosco, il santo piemontese amato dai giovani. Ma questa volta siamo al Sud, in Campania. Alfonso Maria Fusco nasce nel 1839 ad Angri (Salerno). Dedica la sua vita agli orfani e all’evangelizzazione dei poveri contadini. Anche Alfonso è figlio di poveri contadini, credenti e rispettosi dei valori cristiani. Papà Aniello Fusco e mamma Giuseppina Schiavone si sposano per amore e costruiscono una bella culla che, però, rimane vuota per quattro anni. Quanta tristezza!

I due sposi si recano in pellegrinaggio in un paese vicino, a Pagani, presso la chiesa che custodisce le reliquie di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. La coppia prega e chiede la grazia di avere un figlio. Qui un religioso predice alla coppia che nascerà un maschietto, si chiamerà Alfonso, diventerà sacerdote e beato. Dopo un anno nasce Alfonso e poi seguiranno altri quattro figli. Il bambino cresce buono e ubbidiente. Prega e aiuta i poveri. All’età di undici anni chiede ai genitori di entrare in seminario perché desidera diventare sacerdote. Durante gli studi Alfonso Maria fa un sogno: Gesù gli chiede di creare orfanotrofi per bambini poveri, di istruirli e insegnare loro un mestiere e di fondare una congregazione di suore.

Alfonso è sacerdote ma non sa come realizzare la sua missione. Però crede che la “Divina Provvidenza” non gli farà mancare il necessario. Intanto Don Alfonso aiuta i poveri contadini e li intrattiene con prediche semplici, ma convincenti. Quando incontra Maddalena Caputo di Angri il sogno si avvera: Maddalena aspira a diventare suora e, con altre tre giovani, entra in una casa fatiscente di Angri che diventa il primo centro di accoglienza per orfanelle. Nasce la “Congregazione delle Suore Battistine”. Anche se il cibo è poco, un posto a tavola per i bambini abbandonati c’è sempre. L’importante è che imparino a leggere, a scrivere e un mestiere per vivere serenamente, da onesti cittadini e buoni cristiani. In seguito “Piccole Case della Provvidenza” si diffondono in Campania e in altre regioni d’Italia. Alfonso muore ad Angri nel 1910 e la congregazione da lui fondata è ora presente in tutto il mondo. Il 16 ottobre 2016 papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio, lo proclama santo.

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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