Alle violenze (e discriminazioni) del pensiero unico si contrappone la resistenza in difesa delle libertà naturali


di Emanuela Maccarrone

L’APPELLO DI MONSIGNOR VIGANÒ AI CAMIONISTI CANADESI: “DIMOSTRATE PER I VOSTRI DIRITTI, AMICI CANADESI, MA RICORDATE CHE SOLO LA VERITÀ DI GESÙ PUÒ GARANTIRE LA LIBERTÀ

L’europarlamentare Francesca Donato ha pubblicato, nella sua pagina facebook, un messaggio agghiacciante di un dirigente palermitano contro i ‘no vax’.

Prima il medico ha definito i non vaccinati “animali“, poi ha dichiarato che se avesse la possibilità si prodigherebbe “per creare per i no vax dei campi di concentramento”.

Scandalizzata da queste parole, l’europarlamentare ha dichiarato di trovare “inammissibile e indecente che un medico parli in questa maniera di uomini e donne che hanno scelto liberamente di non vaccinarsi. Ho notato che sia il post che il commento del dottor Di Marco sono spariti, tuttavia segnalerò ugualmente la vicenda all’Ordine dei medici perché soggetti di questo tipo stiano lontani dai nostri ospedali”.

Si deve temere che nello Stato democratico italiano, dove il Servizio sanitario nazionale è universale e pagato dagli stessi cittadini, si vietino o non vengano garantite decenti ed efficaci cure ad una parte di essi?

Il medico si è difeso sostenendo che il suo profilo è stato hackerato. Tuttavia, questo fatto dimostra che vige ormai un clima di odio nei confronti di chi non è obbligato a vaccinarsi, ma è costantemente additato a responsabile della pandemia.

C’è chi, invece, sta dimostrando tenacia nell’opporsi alle eccessive restrizioni imposte da alcuni Governi, come quello canadese. Il movimento del Freedom Convoy Truckers, promosso dai camionisti del Canada, ha addirittura invaso la capitale Ottawa, con gli organizzatori che si sono impegnati a continuare “per tutto il tempo necessario… finché il Canada non sarà di nuovo una nazione libera”.

Una protesta che ha ispirato due nuove carovane per la libertà in Olanda e in Nuova Zelanda, mentre Le Convoi de la liberté ha dato appuntamento a Parigi per il fine settimana 12-13 febbraio e a Bruxelles il 14 febbraio.

Per i camionisti non è mancato il supporto di mons. Carlo Maria Viganò, ex Nunzio Apostolico negli Stati Uniti. “Cari fratelli e sorelle camionisti canadesi – ha scritto l’Arcivescovo -, il colpo di stato globale che in questi due anni di farsa psico-pandemica è stato compiuto dall’élite globalista appare più evidente se non ci limitiamo a considerare quanto accaduto nelle singole Nazioni, ma allarghiamo lo sguardo a ciò che è accaduto ovunque”.

La sofferenza di questi manifestanti, sia per le condizioni meteorologiche sia per aver rinunciato al lavoro pur di difendere le libertà, è stata ben compensata dalla solidarietà dei cittadini che stanno appoggiando la loro causa.

L’appello conclusivo di mons. Viganò è stato a non limitarsi ad una sola rivendicazione di libertà negate, ma a ricorrere anche alla disobbedienza civile in nome della Verità. “Possa essere la vostra anche una pretesa orgogliosa e coraggiosa al sacrosanto diritto di essere uomini liberi. Ma la vostra dimostrazione deve essere quella della vera libertà, ricordandovi che è la Verità, cioè Nostro Signore Gesù Cristo, che sola può garantirvi la libertà: la verità vi renderà liberi“.


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