Tuteliamo animali e creato! Ma salviamo prima gli umani!


di Diego Torre

“CANI E GATTI OCCUPANO IL POSTO DEI FIGLI”, CI HA RICORDATO PAPA FRANCESCO”

Siamo tutti felici e contenti! Ma anche più verdi, e più evoluti. Finalmente entra in costituzione la tutela degli animali e dell’ambiente che per più di 70 anni è stata limitata ad appena una “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, come ha recitato finora l’ art.9. Da ora invece la Repubblica ”tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.

Immaginiamo quindi che non vedremo più animali abbandonati per le strade, lotte mortali fra cani, mucche che si nutrono ri rifiuti, discariche nei centri urbani, terre dei fuochi dove si muore di tumore in età giovanile et similia.

La proposta di legge costituzionale, che già era passata al senato, è stata votata anche alla Camera con 468 voti favorevoli. Ma gli altri 114 parlamentari che operano a Montecitorio perché non figurano fra i votanti? Sarebbe interessante conoscere le ragioni della loro assenza, trattandosi oltretutto di una legge che modifica la carta costituzionale.

Non c’è dubbio che tale affermazione di principio sia conforme alla dottrina cristiana relativamente al creato, opera di Dio, affidata all’amministrazione dell’uomo. Ma tanta enfasi nasconde un pericolo non troppo nascosto, ovvero che del creato (che in bocca ai laicisti si denomina ambiente) l’uomo sia una componente come le altre.

Un pericolo concettuale gravissimo che non tutela quanto circonda l’uomo ma lo abbassa allo stesso livello. In tal senso vanno tante lagnanze sulle malversazioni della razza umana nei confronti del pianeta. E tutto tendono ad una visione ecologistica e non antropocentrica, un’uguaglianza biocentrica per la quale tutti gli organismi dell’ecosfera hanno pari valore intrinseco perché parti di un tutt’uno.

La Germania nazista fu tra le prime a legiferare in difesa degli animali su spinta di Hermann Goering, allora presidente del Reichstag e poi condannato a Norimberga per crimini contro l’umanità. E le leggi vigenti attualmente in Germania sono modifiche di quelle del Terzo Reich.

Lo stesso Hitler ebbe a dire in un discorso: «Nel nuovo Reich non può esserci più posto per la crudeltà verso gli animali». Commoventi le sue foto mentre nutre i cerbiatti.

Con questo non intendiamo dire che la sig.ra Brambilla o i nostri parlamentari siano dei nazisti occulti, ma che tanta enfatica attenzione per il creato può far venir meno la dovuta attenzione all’uomo: un trasbordo ideologico inavvertito. Anche se da diverse parti non è nuova la dichiarazione che in fondo uomini e bestie siano un tutt’uno.

Come non ricordare che nel 2008 il parlamento spagnolo, su spinta del premier socialista Louis Zapatero approvò un progetto dove si stabiliva che i grandi primati – oranghi, gorilla, scimpanzé – hanno alcuni diritti umani?

Ed a noi, cattolici incalliti, salta subito al naso la mosca dell’aborto legale! Ben venga la tutela del creato in tutte le sue espressioni, ma se c’è una vita aggredita e distrutta in Italia e nel mondo, è proprio quella del concepito, con numeri che superano immensamente quelli degli stermini nazisti e comunisti mesi insieme.

Papa Francesco è tornato anche di recente a confrontare l’amore per gli animali e l’indifferenza per la vita umana attirandosi un coro di critiche.

Già nel maggio 2016, egli parlò di «chi ama cani e gatti e ignora le sofferenze dei vicini». Nel mese scorso ha ricordato con la dovuta schiettezza che “Oggi la gente non vuole avere figli, almeno uno. E tante coppie non vogliono. Ma hanno due cani, due gatti. Sì, cani e gatti occupano il posto dei figli”. Allora non siamo i soli a nutrire certi timori!


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