Continuano le proteste in tutta Italia contro il ripristino dell’esame di maturità


di Vincenzo Silvestrelli

DIETRO ALLE MANIFESTAZIONI DELL’UNIONE DEGLI STUDENTI DI SINISTRA PER OTTENERE UN ESAME DI MATURITÀ SEMPLIFICATO E NON RIPRISTINATO COM’ERA PRIMA DELLA “PANDEMIA” C’È UN GRAVE PERICOLO: PERDERE IL FUTURO. LAVORIAMO INSIEME, INSEGNANTI, GENITORI E RAGAZZI PER RICOSTRUIRE ISOLE DI BUON SENSO E DI CIVILTÀ

Continuano le manifestazioni degli studenti medi per rendere più facile l’esame di maturità. Rivendicano il diritto di rimanere ignoranti. Ricordo gli anni Settanta. Uno studente in una assemblea di Istituto del Liceo di Perugia parlò dicendo che non studiava perché «voleva essere al servizio della classe operaia». Si alzò una docente comunista, forse la più estremista e sindacalizzata della scuola, che lo redarguì duramente dicendo che era il contrario. Per servire la classe operaia bisognava essere i migliori a scuola.

La vicenda umana di quello studente fu poi molto triste: dalla politica passò alla droga e morì giovane. Oggi vediamo invece che il movimento degli studenti, organizzato e creato dalla CGIL, si muove sulla linea della sollecitazione dell’immaturità studentesca. È un segno dei tempi. Il sindacato nazionale della sinistra, per fini che non ci sforziamo di comprendere perché forse uniscono cinismo e stupidità, si fa portatore di istanze che sono contrarie all’interesse dei giovani, in particolare dei più poveri.

Da sempre la scuola è stata un elemento per garantire lo sviluppo dei talenti e la mobilità sociale basata sul merito. I giovani delle famiglie più facoltose potranno contare su istituti di eccellenza, università private italiane e straniere, reti di lobbying create fra studenti dei master più costosi e li ritroveremo, capaci e meno, alla direzione di Stato e grandi imprese. Si costituirà perciò una nuova “nobiltà” destinata per natura a continuare ad essere privilegiata. Questi giovani non sono comunque fortunati perché saranno educati all’interno dei sistemi del “politicamente corretto” che non danno spiegazioni sul senso della esistenza ma preparano solo alla gestione di una vita basata sul piacere e priva di senso, cioè nichilista. Saranno “nobili” che non avranno i valori della cavalleria ma solo quelli del piacere fine a sé stesso.

Per i meno fortunati invece la scuola non selettiva sarà il punto di partenza per una vita dove i lavori disponibili saranno quelli precari e caratterizzati dalla bassa specializzazione in competizione con gli immigrati per contenere il costo del lavoro e garantire i guadagni dei nuovi “nobili”. Una società, inoltre, che non sviluppa i talenti è destinata al declino come già avvertiamo.

In questo quadro, di fronte all’attivismo distruttivo della CGIL, non si vedono altri soggetti: dove sono gli altri sindacati? Dove è il mondo cattolico che negli anni Settanta si impegnava per impedire queste derive?

Parallelamente vediamo crescere gli episodi di bullismo fra i giovani: una esistenza senza valori, senza fini e senza speranze genera inevitabilmente violenza irrazionale. Non stupiamoci delle violenze di Milano e di quelle che troviamo nella cronaca quotidiana. Il niente sta costruendo l’inferno con infaticabile e stupida assiduità.

La Cancel culture della sinistra che lavora per distruggere i riferimenti valoriali del passato e abbatte statue di eroi, sta lavorando per distruggere anche il futuro.


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