La Russia, che non è più l’Unione Sovietica, non ha nessun interesse nell’invadere l’Ucraina


di Lorenzo Capellini Mion

NON CREDO CHE IL “TIFO” PER L’UNA O L’ALTRA PARTE ABBIA UN GRANDE SENSO, NON SONO I POPOLI A DECIDERE LE GUERRE

Il personale dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), che dal 2014 ha monitorato la situazione nell’Ucraina orientale, ha iniziato a ritirarsi da Donetsk e credo da Luhansk.

Gli Stati Uniti hanno deciso di ritirare il proprio personale dall’Ucraina, mentre la Gran Bretagna ha spostato il proprio dalle aree controllate dai ribelli a quelle sotto il controllo del governo.
Il personale di altri paesi coinvolti sta facendo lo stesso.

Il Presidente Putin ha messo più volte in guardia circa il timore di un possibile genocidio dei russofoni evocando Srebrenica. Il rischio che qualcuno abbia interesse ad approfittare della situazione per aumentare la tensione attraverso ulteriori provocazioni è concreto.

La mia sensazione è che le forze dominanti in Occidente vogliano creare un casus belli che potrebbe portare la Russia ad entrare nei territori contesi del Donbass dando inizio ad una escalation dagli effetti imprevedibili ma che soddisferebbero le casse di persone molto in alto.

La Russia, che non è più l’Unione Sovietica, non ha nessun interesse nell’invadere l’Ucraina e la soluzione ad una crisi creata in laboratorio sta nel rispetto dell’accordo di Minsk del 2014 e l’esclusione anche della sola ipotesi che l’Ucraina entri nella NATO.

Non credo che il “tifo” per l’una o l’altra parte abbia un grande senso, non sono i popoli a decidere le guerre. Al limite i popoli, oltre un certo grado di oppressione, possono fare la rivoluzione. Chi teme lo scoppio della Terza Guerra Mondiale tenga gli occhi su Taiwan.

 


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