Italia e altri paesi ex-cristiani stanno tornando alla barbarie


di Padre Giuseppe Tagliareni*

CRISTIANESIMO E CIVILTÀ

Lo spirito umano cerca la bellezza perenne, ma è stato ferito e depravato fin dalle origini dell’umanità con la caduta di Adamo ed Eva, i capostipiti. A causa del peccato, l’uomo perse la grazia e cadde nella barbarie, segnata dagli egoismi contrastanti, dalle lotte per la sopravvivenza o per la supremazia, da invasioni e guerre senza numero, da violenze sui più deboli (le donne, i bambini, gli anziani, i poveri, i miseri, gli stranieri, i malati, i servi, etc.). Ma nei tempi di relativa pace, lo spirito umano esprime il meglio di sé: fioriscono allora le arti, la poesia, la filosofia, il canto, la liturgia, le costruzioni dei templi e delle regge dei sovrani, le grandi opere come porti, strade, dighe, monumenti, canali, l’agricoltura, il commercio e gli scambi a tutti i livelli.

Purtroppo la corruzione dei costumi e quindi il moltiplicarsi dei peccati ammorba tutto quello che di bello può uscire dalle mani e dalla mente dell’uomo. Tutto il male nasce dall’allontanarsi da Dio e dal calpestare la Sua Legge d’amore: col peccato entra Satana e la fa da padrone in tutte le cose, introducendo errori, inganni, violenze, idolatrie, menzogne, occultamento del vero, equivoci, scatenamento di passioni incontrollabili fino alla bestialità, all’ebbrezza, alla depravazione dell’essere umano, della coppia, del matrimonio, della società civile e religiosa. In tutti i luoghi le storie sono diversissime, ma la sostanza è questa: gli uomini non riescono a costruire una civiltà degna dell’uomo e che sia duratura. Pur se vi sono qui e lì punte di eccellenza, esse non durano e non cancellano le tante ingiustizie e il costante malessere dei più.

In verità l’uomo ha bisogno di redenzione e di salvezza. E solo Dio può farlo, perché solo Lui può vincere il peccato, la maledizione e la morte. La Bibbia è testimone di come Dio creatore guida i popoli verso il Redentore, che non può essere altri che Suo Figlio, il Verbo fatto carne nel grembo della Vergine. Egli è “la Luce” che illumina ogni uomo che viene nel mondo: luce della sapienza, luce della vita, luce che vince le tenebre. Bella è la luce: è il presupposto per fare del caos un cosmo, come fu alle origini. Questa luce spirituale assolutamente necessaria per togliere il caos e mettere ordine nella creazione e nella società è uno solo: Gesù Cristo, che disse: “Io sono la luce del mondo. Chi mi segue, non cammina nelle tenebre ma  avrà la luce della vita” (Gv 8,12). Egli è il “Logos”, la Sapienza del Padre che si rivela a chi lo ama e che si incarna mediante la parola.

Egli fu preannunziato da tutti i profeti d’Israele e atteso da tutte le genti. Viene annunziato dagli Apostoli e dai loro successori, come Lui stesso decretò: “Andate in tutto il mondo e annunziate il mio Vangelo a tutte le creature, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (cfr. Mt 28,20; Mc 16,15; Lc 24,47-49). Da duemila anni la parola del Vangelo risuona su tutta la terra, portando ovunque la luce di Cristo. Incontra sempre ostacoli e ostilità, che generano chiusure e persecuzioni; ma la luce non può essere vinta dalle tenebre: l’unica sua debolezza è quella di oscurarsi, di non risplendere, di spegnersi. Ed è quello che sta avvenendo in Italia e in tutti i paesi ex-cristiani. Essi, dopo un periodo di grande splendore culturale, stanno tornando alla barbarie più nera: divorzio, poligamia, convivenza, aborti, figli in provetta, depravazione sessuale, omosessualità sfacciata, abbandono o soppressione di minori e anziani deboli, pedofilia, prostituzione maschile e femminile, corruzione amministrativa, oligarchie, mafie e malavita organizzata e fiorente, discrimina-zioni di ogni genere, truffe, inquinamenti e mille altri segni di inciviltà, di decadimento, di oppressione dello spirito umano e delle sue facoltà.

La mirabile fioritura della civiltà cristiana in Italia e in Europa dopo la caduta dell’impero romano, si ebbe non per l’amalgama dei vari popoli barbari e latini, greci e slavi, ma per la diffusione del Vangelo mediante l’opera meravigliosa dei missionari, dei monaci, dei benedettini, dei francescani, con l’organizzazione delle parrocchie e delle diocesi, con le università cristiane delle grandi metropoli, la fioritura dei conventi e delle cattedrali, con la Scolastica e la “filosofia perennis”, con le grandi opere teologiche dei Padri della Chiesa come Agostino d’Ippona e dei teologi santi del Medio Evo, come Bonaventura, Duns Scoto, Tommaso d’Aquino. In oriente, mirabile fu l’opera dei Santi Cirillo e Metodio che seppero inculturare il Vangelo e la liturgia nelle lingue slave: base della nuova cultura cristiana.

“Io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra” predisse Isaia riferendosi al Messia, servo di Jahwè. E così interpretarono gli Apostoli quando cominciarono a dirigersi verso i pagani (cfr. At 13,47). In verità, solo il Verbo di Dio fattosi carne può salvare il mondo, perché Egli solo è Sapienza di vita e contemporaneamente Vittoria contro il male in tutte le sue forme fino alla morte. Tutti gli sforzi umani senza Gesù non possono portare a nulla di veramente grande e definitivo; anche la scienza ben presto si corrompe e inventa sistemi di morte e distruzione di inaudita potenza. Solo in Gesù trionfa la vita e la civiltà. Egli è la Parola vivente del Padre; Egli solo conosce il Padre e i Suoi amorevoli disegni sull’umanità; Egli solo vince Satana e le potenze degli Inferi, che portano dappertutto tenebre e corruzione, menzogne e violenze, morte e infelicità.

Oggi urge una rievangelizzazione dell’Italia e dell’Europa: bisogna annunziare la parola di Gesù a tutti i livelli e ambiti della vita sociale. È solo la Sapienza di Dio la “luce” che mette in fuga il caos della società multi-etnica e multi-razziale che si è venuta a creare. È solo la sua Verità certa e incrollabile che può risanare le menti ferite dal dubbio metodico e dal pensiero debole oggi in voga, che hanno causato il relativismo, il crollo dei valori assoluti, il trionfo dell’ egoismo, la massificazione disumanante, la tele-dipendenza, l’omologazione all’opinione dominante, l’impero del mal gusto, la deformazione dei canoni etici, artistici, professionali. È l’ora di gridare: “Vieni, Signore Gesù!”. Solo Gesù può salvare il mondo e far nascere una nuova civiltà: la civiltà dell’amore, della verità, della fraternità nel suo Nome. Ed è questo che avverrà! Lo splendore crescente della Vergine Maria nel mondo è l’alba del nuovo giorno: “il Giorno del Signore”. E tutte le tenebre saranno spazzate via.

 

 

 

 

* Padre Giuseppe Tagliareni
(29 luglio 1943 – 25 gennaio 2022),
è il fondatore dell’Opera della Divina Consolazione


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