Ecco chi è san Pier Damiani


di Mariella Lentini*

I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

Che triste infanzia quella di Pietro. Nato a Ravenna nel 1007, dopo la perdita del padre, la madre, disperata, lo abbandona ancora in fasce senza allattarlo perché ha troppi figli di cui occuparsi. Una vicina di casa, di buon cuore, lo accoglie e poi lo affida a un fratello sposato di Pietro. Il piccolo viene maltrattato dal fratello che, per un piatto di minestra, gli fa svolgere i lavori più umili, come accudire i maiali. Nel frattempo anche la madre di Pietro muore e lui, quando trova una moneta, invece di tenerla la affida a un sacerdote chiedendogli di recitare una preghiera per i genitori morti. Chissà quale pena deve albergare nel cuoricino di Pietro! Ma per il povero orfanello la vita cambia. Un altro fratello, Damiano, arciprete di Ravenna, lo prende con sé. Il bambino è intelligentissimo e il buon Damiano lo fa studiare.

Pietro diventa un bravo e famoso avvocato e insegna all’università. Conduce una vita lussuosa anche se prova inquietudine. Un giorno, mentre sta pranzando, nega infastidito l’elemosina a un povero, come era lui da bambino. Nello stesso istante una spina di pesce rischia di soffocarlo. Dopo lo scampato pericolo, Pietro si sente salvato da Dio e capisce l’errore commesso. Cambia vita ed entra nel Convento degli eremiti di Fonte Avellana (Pesaro-Urbino). Egli desidera pregare, digiunare, studiare, scrivere. Aggiunge al suo nome, diventato Pier, quello del fratello (trasformato in Damiani) in segno di gratitudine e viene nominato abate del convento. Con i suoi beni crea una biblioteca nel monastero dove i monaci possono studiare e scrivere libri.

L’umile Pier Damiani vorrebbe vivere in solitudine, ma la sua cultura e la sua saggezza sono necessarie alla Chiesa in un momento di grave crisi morale. Pier Damiani è chiamato da vescovi, cardinali, papi e imperatori a risolvere varie controversie e ad intervenire, attraverso i suoi illuminanti scritti, contro il dilagare della corruzione e il commercio delle cariche ecclesiastiche. Pier Damiani vorrebbe rimanere un semplice monaco ma, ubbidiente, accetta la nomina di vescovo di Ostia e di cardinale. Scrive poesie, preghiere, libri e con la sua attività diplomatica – in viaggio tra Francia, Germania e Milano – riesce a farsi ascoltare da tutti. Muore a Faenza (Ravenna) nel 1072 e viene sepolto nella cattedrale di questa cittadina. Nominato dottore della Chiesa nel 1828, è invocato contro il mal di testa.

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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