“Le piccole rinunce” in realtà sono (e saranno) dei grandi problemi


di Gian Piero Bonfanti

A FRONTE DI UNA AGOGNATA NORMALITÀ, POSSONO ESSERE SACRIFICATI I DIRITTI INDIVIDUALI PER CERCARE DI TUTELARE L’INTERESSE COMUNE?

Oggi ci raccontano che tutto sta tornando alla normalità, ma siamo proprio sicuri che sia così?

In radio, in televisione, sui giornali e su ogni mezzo di diffusione viene propagandata l’illusione che “a fronte di piccole rinunce” tutto si sta stabilizzando e tutto sta rientrando nei “parametri della normalità”.

Le piccole rinunce, per alcuni, sarebbero le vaccinazioni, le mascherine, il Green pass e tutte le “piccole restrizioni” che sarebbero accettabili pur di riuscire ad uscire dalla situazione di emergenza che, come oramai ci siamo rassegnati, sembra non abbia una data di scadenza definitivamente certa.

Queste affermazioni rivolte a chi ha voluto evitare di sottoporsi al vaccino risuonano come un insulto. La libertà di coloro i quali hanno scelto di non voler ricorrere al vaccino è stata di fatto limitata da un lasciapassare con QR Code che ha notevolmente circoscritto i loro diritti, i quali dovrebbero essere in realtà tutelati dalla nostra Costituzione.

Per qualcuno inoltre le restrizioni sono ancora più aspre, sono una vera e propria condanna.

Possiamo quindi affermare che “le piccole rinunce” che ci vengono raccontate sono in realtà grandi problemi per chi non è in possesso del lasciapassare verde, soprattutto se costoro hanno compiuto cinquanta anni di età e si trovano all’improvviso impossibilitati a portare uno stipendio a casa a causa della sospensione lavorativa.

Ricordiamo che essere sospesi dal lavoro determina anche il fatto di non poter usufruire di ammortizzatori sociali, quindi vuol dire in altre parole fare la fame.

Rivolgendoci invece a chi si sente al sicuro, perché attualmente in possesso del patentino verde, ci sorge spontanea una domanda: siamo tutti al corrente che questo è un documento con una data di scadenza?

Coloro che si sono vaccinati hanno un documento che presto terminerà la sua validità e dovranno ricorrere ai richiami per aggiornarlo.

Coloro che invece hanno ottenuto il Green pass da guarigione si troveranno tra qualche mese alla stessa stregua di tutti quelli che oggi vengono sospesi.

Abbiamo considerato che quanto introdotto con il Green pass non è una misura sanitaria, bensì una forma mentis che sarà difficile da cambiare?

Siamo davvero convinti che stiamo tornando alla “normalità”, oppure si tratta solo di una tregua che precederà un periodo peggiore di quello appena trascorso?

All’estero notiamo che stanno togliendo tutte le restrizioni e gli obblighi, anche se nessuno Stato aveva messo in atto misure tanto rigide quanto quelle imposte nel nostro Paese.

Si continua a parlare di bene comune, sacrificando la libertà ed il bene del singolo, ma tutto questo ricordiamo che non è previsto dalla Costituzione, che all’articolo 32 sancisce: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge e, quest’ultima, non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Con il panico diffuso negli ultimi due anni si è di fatto cancellata l’attenzione al diritto del singolo, rivolgendo lo sguardo solo all’interesse della collettività vista come un’entità a sé stante. Sappiamo invece che la visione cristiana si rivolge a tutte le persone, aiutandole soprattutto nei loro momenti di bisogno.

Speriamo si possa tornare a riacquistare questa sensibilità e a porre al centro dell’attenzione la libertà e la salute del singolo che in nessun caso può essere posta in secondo ordine nei confronti del bene della collettività.


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments