Ucraina-Russia, molti dubbi e poche certezze


di Gian Piero Bonfanti

ESPRIMERE UN PARERE SERIO SU QUANTO STA ACCADENDO IN UCRAINA É QUASI IMPOSSIBILE…

Esprimere un parere su quanto sta accadendo in Ucraina é già di per sé molto difficile, ma farlo oggi risulta quasi impossibile.

Se ci arrischiassimo a porre qualche domanda in merito a quanto ci viene raccontato troveremmo immancabilmente persone pronte a sbracciarsi con gli occhi fuori dalle orbite, che ci accuserebbero di essere fuori dal mondo, di essere filo-putiniani, dicendoci che dovremmo informarci, che Putin è un pazzo, che NATO e USA hanno fatto bene ad intervenire sugli equilibri esteri, che sono giuste le sanzioni imposte alla Russia…e via dicendo.

Senza parteggiare per uno o per l’altro schieramento c’è innanzitutto da sottolineare che la storia dell’Ucraina, soprattutto negli ultimi cento anni, è molto complessa, il paese infatti arriva da un periodo pieno di tribolazioni.

Se osserviamo quanto accaduto ad esempio dalla rivoluzione russa sino ad oggi, includendo le persecuzioni staliniane e la carestia chiamata Holodomor, con cui Stalin ha provocato la morte di milioni di persone ucraine, possiamo facilmente comprendere che il rancore tra ucraini e russi va ben oltre ad una semplice asserzione del tipo “Putin è un pazzo”.

Il sentimento di astio è molto radicato.

È difficile comprendere le dinamiche di tutti gli avvenimenti, ma è molto facile essere fuorviati e manipolati nei giudizi da una narrativa a senso unico.

Oramai i media non parlano d’altro e come sempre, quando lo schieramento dei media è totalmente a favore di una parte rispetto ad un’altra, ci sorgono dei dubbi, ci poniamo delle domande, soprattutto se le notizie vengono accompagnate da immagini e filmati che si riferiscono ad altre guerre, ad altri paesi, addirittura da immagini ricavate da videogiochi.

Pensavamo che dopo le immagini trasmesse “dell’uomo con il lanciafiamme”, che Enrico Mentana mandò in onda per descrivere i sostenitori di Trump nel gennaio 2021, si fosse toccato il livello più basso di propaganda, ma ci sbagliavamo.

Oggi poco si conosce in merito alla tragedia umana che sta accadendo in Ucraina, ma innumerevoli immagini e ricostruzioni vengono utilizzate per propagandare una narrazione a senso unico.

Pochi ad esempio conoscono cosa sta succedendo nel Donbass da otto anni a questa parte e sino ad oggi i morti in questa regione dell’Ucraina non sono interessati quasi a nessuno.

Anche l’insistente Joe Biden ha avuto un ruolo fondamentale nella vicenda e nell’accensione della miccia, seppure “a bomba esplosa” si è ritirato nelle retrovie lasciando il “palcoscenico” alle truppe della NATO.

D’altronde il presidente USA doveva comunque dimostrare un atteggiamento bellico in controtendenza con il suo predecessore Trump, il quale non ha mai partecipato a nessun conflitto.

In effetti il business degli armamenti è molto redditizio e può causare anche la perdita della presidenza degli Stati Uniti, se qualcuno del tuo stesso partito ha interessi evidenti nell’indotto dell’industria bellica.

Il nostro dubbio è che, come al solito, venga utilizzata una tragedia per coprirne altre.

Oggi,ad esempio, in prima pagina non si parla più di Covid, non si dà risalto ai problemi di rincaro energetico, non si discute su immigrazione, non si pongono più dubbi sulla tristemente nota transizione energetica che viene fatta passare oramai come necessaria.

Oggi vengono inviati i nostri militari in un paese complesso, in un contesto difficile, dove riconoscere un amico da un nemico potrebbe essere quasi impossibile, potrebbe essere fatale.

La preoccupazione per 1000 militari che verranno inviati al fronte dovrebbe ricordarci i nostri connazionali che hanno partecipato a conflitti internazionali da dove purtroppo non hanno fatto più ritorno.

Ma oggi la priorità è un’altra, oggi è fondamentale identificare un nemico comune, e quel nemico per la narrativa mondiale oggi è Vladimir Putin.


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments