I russi dicono di volere smilitarizzare e denazificare l’Ucraina


a cura di Angelica La Rosa

IGOR KONASHENKOV: “LE OSTILITÀ DEL REGIME A KIEV E LO STERMINIO SISTEMATICO DEGLI ABITANTI DEL DONBASS SONO ANDATI AVANTI PER OTTO ANNI. NEL CORSO DI QUESTA GUERRA SONO RIMASTE UCCISE OLTRE 14MILA PERSONE, TRA CUI CENTINAIA DI BAMBINI. BISOGNAVA FERMARLO

La Russia non ha iniziato l’annoso conflitto militare in Ucraina, ma sta cercando di mettervi fine“, ha affermato il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov.

Le ostilità del regime a Kiev e lo sterminio sistematico degli abitanti del Donbass sono andati avanti per otto anni. Nel corso di questa guerra sono rimaste uccise oltre 14mila persone, tra cui centinaia di bambini. Bisognava fermarlo. È stato necessario per porre fine alle infinite minacce del regime di Kiev contro la Russia. E la Russia agirà“, ha detto Konashenkov durante una recente conferenza stampa.

I militari russi e le forze del Donbass, infatti, hanno iniziato un’operazione militare in Ucraina dopo mesi di escalation e settimane di attacchi di artiglieria, mortai e cecchini da parte delle forze governative ucraine nella zona di conflitto. In risposta l’Occidente ha colpito la Russia con nuove sanzioni e promesso oltre un miliardo di dollari in armi a Kiev.

Mosca non ha in programma di ‘occupare’ l’Ucraina e le forze russe non rappresentano alcuna minaccia per i civili ucraini o le infrastrutture civili“, ha affermato Vassily Nebenzya, rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite. “Lo scopo di questa operazione speciale è proteggere le persone che da otto anni subiscono abusi e genocidi dal regime di Kiev. Per questo è necessario smilitarizzare e denazificare l’Ucraina“, ha spiegato Nebenzya, intervenendo recentemente in una seduta di emergenza dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Ci adopereremo anche per assicurare alla giustizia quello che hanno commesso numerosi e sanguinosi crimini contro i civili, inclusi cittadini della Federazione Russa“, ha affermato il diplomatico.

Secondo Nebenzya, l’operazione militare russa si fonda sull’esercitazione del diritto di Mosca all’autodifesa “contro un regime che ha cercato di ripristinare l’accesso alle armi nucleari“, ha evidenziato il diplomatico, ricordando le osservazioni del presidente ucraino Zelensky alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco dello scorso 19 febbraio, in cui aveva minacciato di rivedere lo status non nucleare di Kiev. “Voglio sottolineare quanto segue: la radice dell’attuale crisi risiede nelle azioni della stessa Ucraina. Per molti anni ha sabotato e violato gli obblighi previsti dal pacchetto di misure di Minsk“, ha affermato Nebenzya, riferendosi agli accordi di Minsk del 2015 per la pace nel Donbass.

Proprio di recente c’era la speranza che Kiev riconsiderasse e rispettasse ciò che aveva firmato nel 2015. Per questo, prima di tutto, era necessario un dialogo diretto come stabilito nel documento tra Donetsk e Lugansk. Tuttavia l’ultima conferma da parte dell’alta dirigenza del paese è stata che l’Ucraina non era disposta a impegnarsi in questo dialogo, non disposta a prendere provvedimenti per concedere lo statuto speciale al Donbass come stabilito negli accordi di Minsk, e questa posizione è stata attivamente sostenuta dai curatori occidentali di Kiev. Questo ci ha decisamente persuaso del fatto che non avevamo più il diritto di permettere ai residenti del Donbass di soffrire ulteriormente“, ha osservato Nebenzya.

L’inviato ha sottolineato che le recenti “provocazioni ucraine” nel Donbass, inclusi attacchi di mortaio e cecchini, hanno spinto la Repubblica Popolare di Donetsk e la Repubblica Popolare di Lugansk a richiedere il sostegno russo, spingendo Mosca ad agire. L’ambasciatore russo ha anche commentato il ruolo di Washington e della Nato nell’escalation del conflitto ucraino, affermando che “il dispiegamento delle infrastrutture dell’Alleanza Atlantica in Ucraina ci costringerebbe ad adottare misure di ritorsione che metterebbero la Russia e la stessa Nato sull’orlo del conflitto“.


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