Ecco chi è san Leodovaldo di Avranches


di Mariella Lentini*

I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

 

Il tempo passa, cambiano le mode e la tecnologia fa passi da gigante. Ma l’apprensione delle mamme e la disobbedienza dei figli rimangono uguali. Siamo nel VI secolo, al tempo dei Franchi. Ad Avranches, un paese vicino al celebre isolotto della Francia settentrionale MontSaintMichel (dove sorge il santuario dedicato all’Arcangelo San Michele), un giovanotto allegro e pieno di vita si diverte tutto il giorno, assieme ai suoi amici.

Leodovaldo (questo è il suo nome) fa disperare sua mamma che, invece, lo vorrebbe più tranquillo. Leodovaldo è arrogante, superbo, sfrontato, sprezzante del pericolo. Come tanti altri ragazzi, esce la sera e rientra a tarda notte; frequenta le osterie e le feste danzanti dove spesso esagera nel bere; a volte ci scappa anche la rissa. Quante volte si è messo nei pasticci mentre con i compagni va a caccia di avventure! E quante volte la povera mamma, in ansia, lo esorta a cambiare condotta con raccomandazioni che lo spavaldo Leodovaldo non ascolta mai!

La mamma del giovanotto, donna di fede, prega tutti i giorni perché spera che il figlio metta la testa a posto, ma le sue preghiere sembrano non essere ascoltate da Dio. Finalmente, un giorno, dopo tanto aspettare, le implorazioni della mamma si avverano. Leodovaldo comincia a riflettere sul suo comportamento e si rende conto di aver commesso degli errori. Si pente, chiede perdono alla madre e promette di diventare un’altra persona. Il giovane si converte a tal punto da prendere una decisione radicale: vestire l’abito talare. Il suo impegno a favore dei contadini e la sua fervida devozione al Signore vengono premiati, addirittura con la nomina a vescovo.

Leodovaldo muore nel 614 e viene proclamato santo. La sua vita dimostra come la ribellione dei giovani e la preoccupazione delle mamme siano sempre esistite. Dimostra anche che le preghiere quotidiane rivolte al Signore vengono, alla fine, ascoltate, producendo cambiamenti stupefacenti nella condotta di taluni giovani. Essi da scapestrati si trasformano in persone sagge, buone, umili, prudenti, laboriose, rispettose dell’autorità genitoriale, dimostrandosi “grandi uomini” e “grandi donne”, capaci di costruire “grandi cose” per il bene dell’umanità, sia nel mondo di ieri come in quello dei giorni nostri.

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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