Perché i Vescovi dell’Ucraina hanno chiesto a Papa Francesco di “ri-consacrare” Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria?


di Emanuela Maccarrone

“NOI, VESCOVI DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DELL’UCRAINA … CHIEDIAMO UMILMENTE A VOSTRA SANTITÀ DI COMPIERE PUBBLICAMENTE L’ATTO DI CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA DELL’UCRAINA E DELLA RUSSIA, COME RICHIESTO DALLA BEATA VERGINE A FATIMA”

La guerra tra la Russia e l’Ucraina spinge a riflettere sull’importanza del terzo segreto di Fatima. In base a quest’ultimo, la Russia ha un ruolo rilevante riguardo la battaglia finale che vedrà il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria, grazie al quale si avrà il periodo di pace.

Sorprende che, proprio in questi giorni, i Vescovi dell’Ucraina hanno inviato una breve lettera a papa Francesco chiedendo la consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria.

Padre Santo! In queste ore di incommensurabile dolore e di terribile calvario per il nostro popolo, noi, Vescovi della Conferenza Episcopale dell’Ucraina, siamo portavoce della preghiera incessante e accorata, sostenuta dai nostri sacerdoti e dalle persone consacrate, che ci viene da tutto il popolo cristiano per la consacrazione della nostra Patria e della Russia. Rispondendo a questa preghiera, chiediamo umilmente a Vostra Santità di compiere pubblicamente l’atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria dell’Ucraina e della Russia, come richiesto dalla Beata Vergine a Fatima. La Madre di Dio, Regina della Pace, accolga la nostra preghiera: Regina pacis, ora pro nobis!“.

A questo punto ci si potrebbe legittimamente chiedere: ma la Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria non era già stata fatta?

Proviamo a riportare alcuni spunti di riflessione (non esaustivi). In base a quanto scritto dalla stessa Suor Lucia Dos Santos, in una lettera inviata a Suor Maria di Betlemme (datata 29 agosto 1989), sembrerebbe che la consacrazione della Russia sia avvenuta il 25 marzo del 1984  grazie al Papa santo Giovanni Paolo II, soddisfacendo le condizioni richieste da Maria Santissima, ossia in unione con tutti i vescovi del mondo.

In seguito si attualizzarono alcuni importanti fatti. Ci fu la fine del comunismo in Russia e nell’Europa orientale (che fu vividamente simboleggiata dalla caduta del muro di Berlino nel 1989) e, contrariamente a quanto accade in Occidente, la Russia non è precipitata nel relativismo religioso denunciato in molte occasioni dal papa emerito Benedetto XVI (considerando che la politica russa accetta gli insegnamenti della Chiesa Ortodossa e promuove politiche in difesa della vita e della famiglia tradizionale).

Tuttavia secondo un video del 2016, pubblicato da ‘FatimaTv’, l’esorcista padre Gabriele Amorth, testimone oculare di quanto accadde il 25 marzo del 1984 in piazza San Pietro, ha affermato che San Giovanni Paolo II non avrebbe adempiuto completamente alle richieste della Madonna di Fatima perché, secondo il noto esorcista, al momento della Consacrazione San Giovanni Paolo II fu sollecitato dai politici lì presenti a non citare la Russia, limitandosi a pronunciare la parola ‘mondo’. Sempre in questo video padre Amorth, citando le parole usate in un’altra occasione da Benedetto XVI, disse anche che “chi credesse che il messaggio di Fatima riguardi solo il passato si illuderebbe, perché riguarda anche il presente e il futuro”.

Tuttavia, padre Amorth aveva concluso il suo messaggio dicendo che il finale delle profezie di Fatima sarà glorioso: “alla fine la Russia si convertirà, il Cuore Immacolato di Maria Trionferà e ci sarà per il mondo un tempo di pace”.

 


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