Una parte degli italiani pensa già di ritirare i risparmi da banche e posta


di Emanuela Maccarrone

GUERRA RUSSIA-UCRAINA: GLI ITALIANI TEMONO UNA SECONDA GUERRA FREDDA, IL NUCLEARE E PESANTI RIPERCUSSIONI SULL’ECONOMIA

Un recente studio intitolato ‘Guerra Russia-Ucraina: gli italiani temono una seconda guerra fredda, il nucleare e le ripercussioni sull’economia’, condotto dall’Osservatorio Legacoop, ideato e realizzato da Ipsos e dall’Area Studi dell’associazione, ha mostrato le reali preoccupazioni degli italiani.

L’Ipsos ha comunicato che “la guerra Russia-Ucraina sta preoccupando molto gli italiani: otto intervistati su dieci temono una seconda guerra fredda o l’impiego di armi atomiche e chimiche durante il conflitto. I timori sono presenti anche per l’aumento dei prezzi, riduzione delle forniture di gas e perdita di valore dei risparmi (il 9% pensa di ritirarli dalla banca)”.

Il 94% degli italiani ha comunicato di essere molto o abbastanza preoccupato per questa guerra. La percentuale tende ad aumentare nei giovani sotto i 30 anni dei quali il 62% ha confessato di avere maggior timore. E mentre l’Occidente è impegnato a inviare gli armamenti, soltanto per il 19% dei cittadini l’Italia dovrebbe contribuire al rifornimento di armi.

I maggior timori, quindi, riguardano l’eventualità di una seconda guerra fredda, poi un danneggiamento delle centrali nucleari ucraine, il rischio che qualche parte in gioco nel conflitto perda il controllo ed utilizzi armi chimiche o atomiche. Inoltre, oltre la metà degli italiani teme rappresaglie missilistiche russe contro l’Italia e un terzo di dover inviare soldati italiani.

Come detto, a preoccupare gli italiani sono anche le ripercussioni sulla situazione economica del Paese. In particolare, si teme che il conflitto possa portare ad un aumento generalizzato dei prezzi, ad una riduzione delle forniture di gas, ad un aumento dei prezzi dei derivati del grano (pasta, farine, pane e prodotti panificati).

Dinanzi a questi timori, le famiglie stanno cercando di risparmiare e di ridurre i consumi, soprattutto tra i giovani e tra il ceto popolare, si teme per le perdite del potere di acquisto e di valore dei propri risparmi, al punto che il 9% dei cittadini pensa di ritirarli dalla banca (addirittura il 17% nel ceto popolare).

Sulla questione è intervenuto anche il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumato) avvertendo sui pesanti rincari della benzina e del gasolio in tutta l’Italia. Prezzi che risentono in modo diretto della guerra scoppiata in Ucraina e che subiranno ulteriori accelerazioni nei prossimi giorni, aggravando la spesa delle famiglie per i rifornimenti e provocando una ondata di rincari nei prezzi al dettaglio dei prodotti trasportati.

Per il Codacons di fronte a tale situazione “il Governo tentenna, e ancora non si vedono provvedimenti in grado di frenare l’escalation dei prezzi al dettaglio e sostenere potere d’acquisto e spesa delle famiglie, oggi più che mai in serio pericolo”.

 


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments