Prima D’Alema ora il PD con l’elmetto: ovvero accreditarsi con il sangue dei popoli


di Vincenzo Silvestrelli

LA VICENDA DELLA GUERRA IN UCRAINA EVIDENZIA L’INADEGUATEZZA DELLA POLITICA ESTERA DEL PD OLTRE CHE QUELLA DEL GOVERNO DRAGHI

Il PD con l’elmetto è quanto di più patetico si possa vedere. Come i mercenari delle guerre d’Italia del 1500 per il PD vale, in termini moderni, il detto: “Franza o Spagna, purché se magna”. Quanti di loro o quanta loro storia è collegata all’URSS! Poi con un salto della quaglia sono passati all’atlantismo ortodosso. Un episodio illuminante di questo atteggiamento è la guerra della NATO con la Serbia.

In un’intervista del 2009 D’Alema fece un resoconto puntuale di quelle vicende e del suo ruolo. In quell’intervista l’ex presidente del Consiglio, politico certamente più capace di quelli attuali ma anche ambiguo e certamente sempre alla ricerca di un ruolo personale e di rapporti pericolosi, spiega molti fatti e anche il ruolo diplomatico che l’Italia esercitò. Avevamo da tempo ottimi rapporti con la Serbia, dopo lo scioglimento della Jugoslavia, tragedia geopolitica che diede l’origine alle sanguinose guerre balcaniche. L’Italia nella Prima guerra mondiale aveva salvato l’esercito serbo con le proprie navi. Nel primo e secondo dopoguerra la questione della Dalmazia e dei confini orientali rese difficili i rapporti che furono appianati con il doloroso trattato di Osimo.

Dopo la dissoluzione della Jugoslavia il nostro Paese a fornito una preziosa collaborazione economica alla Serbia anche attraverso l’acquisto di Telekom Serbia. Con il Governo D’Alema l’Italia partecipò direttamente ai sanguinosi bombardamenti del 1999 nonostante il parere contrario di Dini, ministro degli esteri. Come evidenzia D’Alema nella illuminante intervista pubblicata sul suo blog personale, gli Stati Uniti non chiesero un impegno così diretto all’Italia ma D’Alema lo rivendicò e volle partecipare ai bombardamenti, annullando i positivi rapporti economici con la Serbia.

Nel libro La politica estera italiana nel nuovo millennio (a cura di Pierangelo Isernia e Francesca Longo, Il Mulino, Bologna 2019, pp. 312), si evidenzia come la scelta di D’Alema fu fatta per accreditare il nuovo PDS come partito atlantico agli occhi degli americani, anche contro gli interessi italiani. Anche nella guerra fra NATO e Russia si nota come, in una situazione profondamente mutata e con l’Italia molto più debole nella scena internazionale, il PD sceglie sempre una logica contraria agli interessi del Paese per accreditare il suo ruolo agli occhi delle élite atlantiste. L’Italia è fortemente dipendente dalla Russia per l’energia ed il quarto Paese in termine di rapporti economici complessivi con la Russia. Il PD però segue la politica di Draghi che danneggia fortemente le nostre imprese, sia direttamente che indirettamente.

Per farlo D’Alema si accreditò con il sangue dei serbi. Ora si accreditano con il sangue di russi e ucraini che sono vittime della politica e degli errori della NATO in un conflitto che poteva essere evitato con la neutralizzazione dell’Ucraina.


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