Il dottor Gulisano: “Stevenson ha anticipato il tema del Transumanesimo”


di Gian Piero Bonfanti

IL DOTTOR GULISANO: “ANCHE OGGI MANCA UNA LETTERATURA DELLA GIOIA COME QUELLA DI STEVENSON”

Paolo Gulisano, medico epidemiologo (già docente di storia della medicina all’Università Statale di Milano) è anche uno scrittore e saggista. Proprio in questa veste lo abbiamo intervistato.

Da profondo conoscitore della letteratura sassone dei secoli scorsi il prof. Gulisano ha appena pubblicato un saggio, molto interessante, riguardante un autore di origine scozzese del XIX secolo, Robert Louis Stevenson, noto per aver scritto numerosi romanzi, tra i quali “L’isola del tesoro” e “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde”. Un autore vissuto in un periodo di aspra conflittualità in ambito religioso, politico e culturale, che ha influenzato il carattere e lo stile dello scrittore.

“Stevenson aveva sofferto nell’infanzia di gravi malattie, che lo limitarono pesantemente, così come anche da adulto ebbe sempre una salute gracile. Eppure non perse mai la voglia e la gioia di vivere. Nel mio libro Robert Louis Stevenson. L’avventura nel cuore ho descritto la storia di quest’uomo che custodiva nel suo cuore l’amore per l’avventura, per le cose belle e grandi, e che affidò ai suoi libri questo amore. Per questo vale davvero la pena leggerlo, e soprattutto leggere il mio libro, che alla fine è una sorta di romanzo della vita di Stevenson”, dice ad Informazione Cattolica il medico lombardo.

Ci può illustrare brevemente i contenuti del suo saggio?

Nel mio libro ho cercato di ripercorrere e interpretare le sue opere, e allo stesso tempo ho tracciato un suo profilo umano e biografico. Robert Louis Stevenson è uno degli autori classici usciti da quel particolare crogiolo artistico che fu l’800, ma allo stesso tempo è un autore senza tempo, che continua ad affascinare nuove generazioni di lettori. “Sin dall’infanzia, Robert Louis Stevenson per me ha incarnato la felicità”. Così disse il grande scrittore Jorge Luis Borges, un giudizio che non potrebbe che essere confermato dai tanti lettori delle opere dello scrittore scozzese. L’Isola del Tesoro è un vero e proprio classico della Letteratura, un classico molto particolare, con le sue divertenti arditezze, stravagante e ricco di echi di ballate e di antichi racconti. Quegli echi antichi che si ritrovano in tutte le avventure narrate da Stevenson, da La Freccia Nera ai romanzi di ispirazione scozzese, la terra dell’autore, come Il ragazzo rapito, Catriona, Il Signore di Ballantrae. C’è poi lo Stevenson “profetico” del Dottor Jeckyll e Mister Hyde. Insomma, Stevenson fu scrittore originale e potente, che spiccò in tutte le espressioni di scrittura in cui si cimentò, dai saggi – in particolare quelli dove trattava dei suoi viaggi – ai romanzi che erano avventure brillanti con sottili sfumature morali o descrizioni originali e impressionanti dell’azione umana.

Dottor Gulisano ritiene che nella letteratura moderna si possano individuare personaggi della caratura degli autori inglesi dei secoli scorsi, come per esempio Robert Louis Stevenson?

Robert Louis Stevenson è stato il padre del grande romanzo d’avventura, e l’avventura non è semplicemente una fuga dalla realtà, ma un viaggio, magari alla scoperta di se stessi oppure – cosa molto più importante – della Verità. Da questo punto di vista troviamo nella narrativa britannica del ‘900 grandi autori come Chesterton, Lewis, Tolkien, Benson, che nelle loro opere hanno parlato del Mistero, del viaggio, dell’impresa, della ricerca della Verità. Autori straordinari che – come Stevenson – non smettono di parlare al cuore di tanti lettori. Chesterton scriveva che nello scenario culturale contemporaneo (si era agli albori del ‘900) si sentiva la mancanza di una Letteratura della gioia. Ovvero una letteratura che trasmettesse non solo le angosce esistenziali dell’uomo moderno, le sue domande a volte disperate di significato, ma anche le risposte, ovvero quella positività che è dentro l’esperienza umana che può aiutare ad essere felici.

Come si può “ricollocare” Stevenson nel contesto attuale?

Durante i suoi ultimi anni di vita nelle isole dell’Oceania dove era andato per ragioni di salute, i nativi che lo ascoltavano narrare i suoi racconti, lo soprannominarono Tusitala, che significa ”il narratore di belle storie”. Storie belle di cui anche oggi si sente il bisogno. Oggi troppo spesso la letteratura ci descrive il male, il torbido, il lato oscuro dell’animo umano. Nel contesto attuale Stevenson potrebbe essere proposto in quanto testimone e narratore di bellezza e di bene. Riscoprire Stevenson significa riempirsi di stupore nella lettura di tante belle storie. E tutto questo senza dimenticarsi dell’esistenza del male, che tuttavia non può prevalere. Può però gettare la sua ombra scura sulle nostre vite.

Se pensiamo a “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde”, viene facile pensare a parallelismi con i personaggi maggiormente in vista oggi. Pensiamo a virologi, politici, giornalisti. Crede che l’ottimo Stevenson, essendo un fine osservatore, avesse la capacità di prevedere cosa sarebbe accaduto nel futuro, come in seguito altri autori della letteratura britannica?

In questo romanzo cupo e terribile, in cui un medico rispettabile, Jekyll, ha un “doppio”, un alter ego malvagio che esce la notte a compiere crimini nelle strade di Londra, Stevenson ha anticipato il tema del Transumanesimo, cioè il tentativo di “andare oltre” l’uomo per realizzare – attraverso la farmacologia – un essere più vicino alla perfezione rispetto a quello uscito dalle mani di Dio. Jekyl, nel tentativo di liberarsi dal male, pensa che là dove non era riuscita la virtù, l’osservanza della legge morale, poteva riuscire la scienza. Si era dedicato quindi alla ricerca di un siero che potesse eliminare quei difetti che con crescente difficoltà, pur avviandosi ad una età anziana, riusciva a controllare. Ma l’utopia scientista di vincere il male attraverso un ritrovato farmacologico si era rivelata tragicamente illusoria, producendo un mostro. Questo romanzo è sicuramente la più terribilmente attuale delle opere di Stevenson, un testo su cui meditare.

Oltre ai romanzi maggiormente noti dell’autore, quali altre opere si sentirebbe di consigliare per una lettura maggiormente rivolta ad una fascia di giovane età?

Consiglierei Il Signore di Ballantrae, ambientato nella Scozia del ‘700. Il tema stevensoniano dell’avventura – per ceti versi così solare e “facile”, si arricchisce di profonde riflessioni. E’ la storia di un lungo conflitto attraverso gli anni tra due fratelli eredi di una famiglia nobile scozzese ai tempi dell’ultimo sfortunato tentativo di insorgere e conquistare la libertà. E’ un’opera che sposta le battaglie che RLS aveva raccontato nella Freccia Nera o nell’Isola del Tesoro all’interno dell’anima stessa dell’uomo; è un romanzo di sconfitti, dove emerge il tema del doppio, e della rivalità, che si incontra in quasi tutte le opere di Stevenson. Un romanzo dove emerge più che altrove la sua straordinaria abilità narrativa.

 


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