Mettersi alla sequela di Gesù e valutare le cose con un metro umano è rischioso


di don Ruggero Gorletti

COMMENTO AL VANGELO DI MERCOLEDÌ 16 MARZO 2022

Dal vangelo secondo Matteo 20, 17-28

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà». Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

COMMENTO

La madre degli apostoli Giacomo e Giovanni si avvicina a Gesù per chiedergli qualcosa, ma lo fa usando la mentalità di questo mondo. Ella, come gli altri che seguivano Gesù, avevano capito che Egli era il Messia. Lo aveva capito dai miracoli che compiva, dall’autorevolezza con cui parlava, dalle folle che lo seguivano. Ma pensava al Messia che attendevano gli Ebrei, cioè un capo militare e politico che avrebbe saputo cacciare l’occupante romano e ricostruire l’antico regno di Davide. Così chiede per i figli due posti importanti nel futuro governo che nella sua fantasia avrebbe dovuto instaurarsi. Ma non si rende conto che con la sua richiesta per i figli ha chiesto il martirio: Gesù infatti si riferisce proprio al martirio quando parla ai due fratelli del calice a cui sta per bere. Ed essi non se ne rendono neanche conto. Mettersi alla sequela di Gesù valutando le cose con un metro puramente umano, secondo la logica di questo mondo, è rischioso. Mettersi al servizio di Cristo e della Chiesa covando sogni di gloria mondana può portare ad amare sorprese. «Il mio regno non è di questo mondo»: queste parole Cristo le dirà a Pilato, il venerdì santo, e ci fanno capire che è necessario, se si vuole servire il Signore, accettare il nuovo modo di pensare e di vivere che Egli ha inaugurato. Un modo di pensare e di vivere che mira sì alla gloria del Paradiso, ma accetta, su questa terra, la logica della croce.


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