Ecco chi è san Turibio Alfonso di Mogrovejo


di Mariella Lentini*

I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

 

Ci vuole coraggio a scagliarsi contro l’ingiustizia per difendere i più deboli che soccombono. Si rischia di toccare gli interessi di ricchi e potenti che potrebbero farla pagare, a caro prezzo. San Turibio Alfonso, vescovo di Lima (Perù) non se ne cura. Per tutta la vita accusa anche quella parte di clero (di cui fa parte) che è asservita all’arroganza dei più forti. Patrono del Perù e dell’America Latina, Turibio Alfonso nasce a Mayorga, in Spagna, nel 1538 circa. Discendente della nobile famiglia dei Mogrovejo, si laurea e insegna legge all’Università di Salamanca.

Nel 1580 viene nominato vescovo di Lima (Perù), un territorio lontano, vastissimo e selvaggio, oppresso dalla tirannia dei conquistadores spagnoli. Il clero è assoggettato al potere dei coloni, gli indigeni analfabeti vengono battezzati con la violenza, anche se nella maggior parte dei casi non sanno cosa sia il Cristianesimo. Dappertutto dilagano miseria, denutrizione, malattie, assenza di qualsivoglia rispetto per la dignità umana, anche per gli schiavi dalla pelle nera che cominciano ad arrivare dall’Africa, dove sono stati prelevati con la forza dai loro villaggi e fatti prigionieri. Giunto in Perù dopo un lungo viaggio,

Turibio si dà subito da fare e non si perde d’animo. Visita tutta la sua diocesi e, per andare in ogni luogo, occorrono sette anni. Soprattutto impara le lingue locali e fa tradurre libri di preghiere e catechismi per diffonderli tra le popolazioni indigene. Aiuta con umiltà tutti e per tutti esige almeno un letto dove dormire e un tavolo dove poter consumare i pasti. I suoi rimproveri severissimi li destina contro chi sottomette gli indigeni e contro i religiosi stessi, assoggettati all’autorità dei conquistadores. Per questo motivo il vescovo, amato dal popolo, forma nuovi religiosi. Turibio trascorre tutta la vita assieme agli ultimi. Cammina con loro rifiutando di farsi trasportare in portantina e diserta le solenni cerimonie di corte, tanto da essere inviso allo stesso viceré spagnolo. Turibio Alfonso muore a Saña, nel Nord del Perù, nel 1606, durante una visita pastorale, tra le braccia dei suoi indios.

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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