Una madre non è chiamata a fare la guerra


di don Antonello Iapicca*

NON A CASO LE DONNE SOLDATO E PARTIGIANE SONO QUASI SEMPRE STATE APPARTENENTI ALL’IDEOLOGIA COMUNISTA NEMICA DELLA FAMIGLIA

“Medico e madre di dodici figli, ucraina, Olga Semidyanova è morta a 48 anni combattendo tra le regioni di Donetsk e Zaporizhzhya. La notizia è rimbalzata, mercoledì 16 marzo, dalla famiglia ai social network ed è stata riportata, tra gli altri, dal Kyiv Independent. La sua famiglia, dodici figli di cui sei adottati da un orfanotrofio, chiede di riavere il corpo di quella che è passata alla storia del conflitto tra Russia e Ucraina con il titolo della ‘mamma eroina’”.

Così La Repubblica ha presentato la morte della donna ucraina.

Anche questo è femminicidio, tra i più perfidi. Uno dei frutti avvelenati del femminismo ispirato dal demonio, della transizione alla menzogna di questa società sedotta dall’ideologia. L’attacco alla donna volto a stravolgerne identità, missione, carisma, bellezza e unicità passa anche dalla subdola e falsa mistica di questa guerra “ripugnante” (cit. Papa Francesco).

Una madre non è chiamata a fare questo, a morire così. No, non è un’eroina; una madre è un’eroe incarnando la misericordia, il tessuto incorruttibile che costituisce le sue viscere capaci di accogliere e generare la vita. Mai, mai, mai la morte, fosse anche di un invasore. Si tratta invece tutta una perversa mistificazione, da quando le donne entrarono a fare parte degli eserciti. Non a caso le donne soldato e partigiane sono quasi sempre state appartenenti all’ideologia comunista nemica della famiglia. Ecco quindi un altro cortocircuito con il capitalismo massonico, che si unisce al comunismo nella guerra – satanica – alla famiglia, e alla donna, sposa e madre. Terribile.

 


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