L’emozione di una mamma per il noviziato e la vestizione religiosa della figlia


di Piera Di Girolamo

LA FELICITÀ NEL DONARSI TUTTA A DIO

Non è facile descrivere l’emozione che prova una mamma nel sapere che la sua dolcissima figlia ha scelto di diventare la sposa del “più bello tra i figli dell’uomo”. In realtà l’iniziativa è stata lo sposo a prenderla, è Lui che l’ha corteggiata, dopo averle mostrato che l’amava a tal punto da volerla tutta Sua.

Ogni cammino vocazionale ha una sua storia, una sua particolare evoluzione. Ha un punto di partenza che è il momento in cui un’anima avverte su di sé uno sguardo diverso da quello di qualsiasi creatura. Lì comprende che niente di ciò che aveva cercato e trovato nel mondo, può appagare il suo desiderio infinito di Amore.

Anche mia figlia ha una sua storia, un suo percorso che l’ha condotta a comprendere che Gesù è il solo sposo che desidera avere accanto e che servire Lui è la sola cosa a cui anela. Non è stato semplice il suo cammino, ha vissuto lontana dalla Chiesa, da Dio per tantissimi anni. Non sapeva che Lui avesse grandi progetti su di lei, e anche se non avvertiva la presenza di Dio nella sua vita, Lui era lì vicino a lei, nel suo vagare nel mondo in cerca di felicità.

Ha dovuto attraversare mari tempestosi e un tempo di grande prova, di sofferenza per la malattia che l’aveva colpita. Animata da una grande forza che, solo in un secondo momento, ha scoperto provenirle da Dio, ha affrontato il dolore con grande pace e con il sorriso sempre sulle labbra. Ha combattuto e ha vinto. Ma la più grande vittoria, in verità, l’aveva riportata Gesù che aveva cominciato a fare breccia nel suo cuore, senza che lei se ne accorgesse.

È stato un periodo di purificazione, in cui Dio l’ha illuminata, mostrandole la precarietà delle cose del mondo e quanto fosse effimero tutto ciò che lei aveva fino ad allora considerato importante, soddisfacente. Le ha rivelato pienamente il valore della vita, le ha insegnato ad amarla, ad apprezzare ogni piccola cosa, ogni Suo dono che i suoi occhi ancora non riconoscevano come tale. Al suo fianco, in silenzio, la accompagnavo con la mia preghiera incessante, chiedendo a Dio, non solo la guarigione del corpo, ma soprattutto quella dell’anima. E a chiunque incontravo chiedevo di unirsi alla mia supplica, certa dell’efficacia della comunione di preghiera.

Il corpo era stato guarito, la prima grazia era arrivata, ma nel mio cuore sentivo che sarebbe arrivato il resto. Anzi ero sicura che l’opera di Dio era già in atto e che la sofferenza era stata la via necessaria che l’avrebbe condotta fra le braccia di Gesù. Mai ho dubitato, dal primo momento ho creduto che Dio avesse in mente cose grandi per lei. Ed è arrivato il momento di avvicinarsi a Lui, “per caso”.

Una Pasquetta fu l’occasione per conoscere un gruppo di giovani della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, movimento di cui già io e mio marito facevamo parte da consacrati. E da quel giorno la vita di mia figlia è cambiata. Ha mollato il mondo per dedicarsi all’approfondimento della sua fede che cominciava a crescere nel suo cuore. È tornata, dopo una vita intera, ai sacramenti, ha desiderato fare la Cresima, e dopo, un percorso di formazione, si è consacrata anche lei al Cuore Immacolato di Maria nella FCIM.

Da quel momento, il seme della vocazione, che Dio aveva piantato nel suo cuore, ha messo i suoi germogli e dopo un’esperienza vocazionale, ha cercato dove Egli la chiamasse a servirLo. È stato Amore a prima vista. Si è sentita immediatamente a casa nella Comunità in cui domani, 25 marzo 2022, inizierà il noviziato con la vestizione religiosa. Ha trovato la sua felicità, ha trovato Gesù che l’attendeva per farla tutta Sua. Oggi si compie un miracolo. Sì, proprio così, perché mia figlia è un miracolo di Dio, in lei Dio ha mostrato tutta la Sua Misericordia donandole la grazia più grande che potesse darle… la vocazione.


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