La candidata alla Corte Suprema di Biden “morbida” sui casi di pedopornografia


di Angelica La Rosa

LA GIUDICE KETANJI BROWN JACKSON POICHÉ NON È UNA BIOLOGA HA DICHIARATO DI “NON SAPER DEFINIRE COSA SIA UNA DONNA“…

Ketanji Brown Jackson è la candidata del presidente degli Stati Uniti, il Democratico Joe Biden, a ricoprire il posto vacante della la Corte Suprema che sarà lasciato, a metà di quest’anno, da Stephen Breyer, che presto andrà in pensione.

Ketanji Brown Jackson è la prima donna afroamericana a candidarsi, è favorevole all’aborto, si è dichiarata incapace di definire cosa sia una donna ed ha una storia di condanne indulgenti nei casi di pedopornografia.

Secondo Biden, la giudice Jackson sarebbe “una delle menti legali più brillanti” degli Stati Uniti, ma, come ogni candidato alla posizione di magistrato dell’Alta Corte, deve ricevere l’approvazione del Senato. E grazie alle audizioni tutti gli americani stanno iniziando a sapere chi è veramente questa donna.

I senatori repubblicani Ted Cruz del Texas e Josh Hawley del Missouri hanno dimostrato che la giudice è permissivista sui casi di pedopornografia. Cruz ha mostrato una sintesi dei casi in cui la Jackson aveva inflitto pene inferiori a quelle richieste dai pubblici ministeri. Hawley ha dedicato tutto il suo discorso alla stessa questione e ad altre condanne per crimini sessuali.

La senatrice Marsha Blackburn del Tennessee ha avvertito che la candidata potrebbe avere un “programma personale nascosto” per incorporare la teoria critica della razza nel “nostro sistema legale” e ha ricordato che ha difeso i detenuti accusati di terrorismo a Guantanamo.

La stessa senatrice Blackburn ha chiesto alla Jackson di definire la donna, e la giudice ha risposto di non essere una biologa e quindi non poteva rispondere a questa domanda.

Lindsey Graham, senatrice della Carolina del Sud e presidente della Commissione Giustizia del Senato, è stata incaricata di dimostrare la mancanza di conoscenza della candidata di Biden su cosa significhi veramente un aborto, chiedendole se sapeva se il nascituro con 20 settimane di gestazione può sentire dolore. “Senatore, non lo so”, ha risposto il candidato.

La Graham ha spiegato alla giudice Jackson che i bambini non ancora nati vengono anestetizzati durante gli aborti, ricordandole che i principali scienziati e studi scientifici hanno confermato che i bambini non ancora nati provano dolore.

La dottoressa Colleen A. Malloy, professoressa di neonatologia presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine, ha affermato che “anestesisti e chirurghi usano farmaci per il dolore” nella fase delle prime 20 settimane, “perché è totalmente supportato dalla letteratura medica. Lo standard di cura delle UTIN (Unità operativa di Terapia intensiva neonatale) richiede la cura e il trattamento del dolore neonatale“. La dottoressa ha affermato che “non c’è motivo di credere che un bambino nato provi dolore in modo diverso da quello che farebbe lo stesso bambino se fosse ancora nel grembo materno. Non potrei mai immaginare di sottoporre i miei piccoli pazienti a una procedura orribile come quelle che comportano la rimozione di un arto o l’iniezione cardiaca“, ha aggiunto la Malloy, davanti allo sguardo impassibile del giudice.

La giudice Brown Jackson ha negato di essere una sostenitrice della Critical Racial Theory quando ha risposto a una domanda del senatore Cruz sulla questione: “So che la teoria razziale critica è una teoria accademica che si occupa dei modi in cui la razza interagisce con varie istituzioni. Non compare nel mio lavoro di giudice. Non è mai qualcosa che ho studiato o di cui mi sono occupata. E non sarebbe qualcosa di cui mi occuperei se fossi alla Corte Suprema“.

Ketanji Brown Jackson ha bisogno del voto della maggioranza dei senatori per avere il via libera come futuro giudice della Corte Suprema. La sua elezione, in linea di principio, non altererebbe lo stato attuale della corte, che continuerebbe ad avere una leggera maggioranza di magistrati di tendenza conservatrice. Qualcosa che potrebbe cambiare se si allungassero di un altro mandato i tempi di presenza democratica alla Casa Bianca.

In questo anno 2022 la Corte Suprema dovrebbe pronunciarsi su casi relativi a leggi pro-vita in vari stati e una sentenza favorevole a questo tipo di leggi cambierebbe radicalmente il panorama segnato dalla storica sentenza pro-aborto Roe contro Wade che, a partire dal 1973, è stata sfruttata per allargare sempre più le maglie dell’aborto in vari stati federali degli Stati Uniti.


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