Il leader del Partito per la Libertà olandese: «insegnare il gender nelle scuole primarie è una follia»


di Giuseppe Brienza

UNA CAMPAGNA DI RECLUTAMENTO DI INSEGNANTI DISPOSTI A PROPORRE L’INDOTTRINAMENTO GENDER NELLE SCUOLE ELEMENTARI OLANDESI TROVA L’OPPOSIZIONE DEI “SOVRANISTI” DEL PARTITO LIBERALE DI DESTRA PVV, ANZICHÉ DI QUELLO DEMOCRISTIANO AL GOVERNO…

L’associazione LGBT olandese COC Nederland, affiliata all’ILGA, federazione che riunisce più di 400 gruppi omosessualisti di tutto il mondo, ha lanciato la settimana scorsa una campagna di sensibilizzazione nazionale rivolta ai docenti delle Scuole primarie sul tema: “L’orientamento sulla diversità sessuale e di genere”.

L’iniziativa, destinata a promuovere programmi di indottrinamento gender a bambini molto piccoli (la 5° e 6° elementare nei Paesi Bassi sono frequentate da studenti di 8 e 9 anni), è diretta in questa prima fase a raccogliere l’adesione di singoli docenti che possano proporli ai rispettivi istituti scolastici, ma ha suscitato l’immediata reazione della maggiore forza di opposizione olandese, il Partito per la Libertà (PVV) guidato dal politico conservatore Geert Wilders.

Questo noto leader sovranista, che a causa delle sue critiche all’immigrazione di massa e all’Islam ha subìto numerose minacce di morte fin dal 2004, dovendo da 18 anni girare con una scorta e vivere in una casa di proprietà del governo in condizioni di massima sicurezza, appena conosciuta la notizia della campagna ha dichiarato: «per favore, lasciate che i bambini siano bambini. Le scuole dovrebbero insegnare loro a leggere, scrivere e far di conto; quindi, basta con questa follia» (tweet del 25 marzo 2022).

Significativa è la circostanza che, finora, Wilders non aveva mai preso chiare e risolute posizioni anti-gender e, la dichiarazione sopra riportata, pubblicata il 25 marzo sul suo profilo personale Facebook, non ha riscosso che commenti favorevoli da parte degli utene circa 1.500 likes.

Gli elettori e simpatizzanti del PVV, che si è affermato come terzo partito a livello nazionale alle politiche dello scorso anno, hanno denunciato come, nei Paesi Bassi, un genitore o studente che volesse dichiararsi “normale” in materia di identità sessuale o di genere è guardato ormai come strano, se non emarginato. E invece nelle scuole pubbliche del Politicamente corretto viene abolita la Festa della Mamma e del Papà costringendo, per questo e altro, le famiglie a rivolgersi alle scuole private che, nella maggior parte dei casi, non includono i progetti sull’“orientamento sessuale” nella loro offerta formativa. Oltre a proporre al PVV di raccogliere una petizione nazionale per evitare che l’indottrinamento gender sia proposto a bambini della scuola primaria, non pochi cittadini olandesi si sono dichiarati d’accordo con Wilders anche sull’ordine delle priorità della scuola pubblica.

«Prima assicuriamoci che la normale istruzione sia fornita e che ci siano abbastanza insegnanti, siano evitate classi con 30 o più studenti, e poi vediamo di allargare l’offerta formativa», ha scritto una elettrice che, comunque, ha precisato che a suo avviso in materia sessuale «è compito dei genitori parlare ai propri figli di questo tipo di questioni».

Alle ultime amministrative che si sono tenute in Olanda dal 14 al 16 marzo ha partecipato meno del 50% dell’elettorato, la percentuale più bassa mai registrata in una tornata comunale. Secondo alcuni osservatori, questo astensionismo-record è motivato non solo da una generica sfiducia nella politica ma, più specificamente, nei confronti del Governo liberale in carica presieduto da Mark Rutte, appoggiato al suo quarto gabinetto da una coalizione di centrosinistra. Anche se sono state elezioni locali, secondo quanto affermato da Wilders recentemente intervistato dalla testata britannica The New Conservative, la maggior parte degli elettori ha votato o non-votato secondo “principi nazionali”. Per questo il Paese dei tulipani non ha più un Governo nazionale rappresentativo dell’orientamento della maggioranza dei cittadini, sempre più diffidente anche verso l’Unione europea.

Stando così le cose, il PVV, una volta conclusasi la guerra Russia-Ucraina, sta ancora considerando la proposizione di un referendum per la Nexit, ovvero l’uscita dei Paesi Bassi dall’Ue. Interpellato sull’argomento Wilders ha dichiarato: «Naturalmente, sono ancora a favore della Nexit. Ma ad essere onesti, le nostre possibilità di successo oggi sarebbero molto scarse, perché la gente non è ora dell’umore giusto; non a causa della vicenda della Gran Bretagna post-Brexit, ma per quello che sta succedendo in Ucraina. Quindi questo sarebbe il momento peggiore per proporre un referendum. Ma ho imparato, da tutta l’esperienza che maturato in politica, che non bisogna mai arrendersi e, per questo motivo, continueremo sempre a spingere i nostri argomenti in favore della sovranità nazionale e contro la Ue» (cit. in Frank Haviland, Tea With Geert Wilders, The New Conservative, 25 marzo 2022).


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