Ecco chi è san Ludovico da Casoria


di Mariella Lentini*

I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

 

Nel 1800 il mondo conosce ancora la vergogna della schiavitù. Uomini, donne e bambini vengono prelevati, con la forza, dall’Africa e mandati a lavorare nell’America del Sud, in vastissime piantagioni di cotone, tabacco e canna da zucchero. In Italia, dal 1854, un francescano libera gli schiavi bambini, mentre nel 1863 il 16° presidente USA Abraham Lincoln dichiara il “Proclama di Emancipazione” che stabilisce l’abolizione della schiavitù. Arcangelo Palmentieri nasce a Casoria (Napoli) nel 1814. Il padre vuole che diventi falegname. Il ragazzo, invece, sente la chiamata di Dio ed entra nell’Ordine dei Frati Minori con il nome di Ludovico da Casoria. Per vent’anni insegna matematica quando un giorno, mentre prega, il Signore gli fa capire la via da seguire. Grazie alla generosità di napoletani facoltosi, Ludovico acquista alcuni locali a Capodimonte, chiamati “Casa della Palma”, dove allestisce una farmaciainfermeria per i frati poveri e malati.

Fra Ludovico ama tutti, religiosi e atei (tra questi anche i garibaldini anticlericali che nel 1860 arrivano a Napoli, impegnati nella lotta per l’Unità d’Italia conseguita nel 1861). Il frate è caritatevole verso i più bisognosi e a loro offre tutto quello che ha. In quegli anni, ultimi fra gli ultimi sono gli schiavi africani. Nel 1854 il santo riesce a pagare il riscatto di due maschietti di colore, liberati dal prete genovese Olivieri. I piccoli schiavi salvati da Ludovico diventano nove, poi, con l’aiuto del re delle Due Sicilie Ferdinando II e della beneficenza offerta dall’aristocrazia napoletana, arrivano a 64 e a loro si aggiungono i bambini poveri e abbandonati della città. Il sacerdote napoletano offre ai fanciulli istruzione, educazione religiosa e l’apprendimento di un mestiere. Assieme a suor Anna Maria Lepini, fondatrice delle Suore Stimmatine, realizza il collegio delle “Morette” per le bimbe di colore e le bambine povere di Napoli. Fra Ludovico istituisce anche due congregazioni: i Frati della Carità “Bigi” (così chiamati per il loro abito di colore grigio) e le Suore Francescane Elisabettine “Bigie” che si occupano di orfani, sordomuti, rachitici, malati, vecchi e poveri. Ludovico muore a Napoli nel 1885 e tuttora riposa nel capoluogo partenopeo, presso l’Ospizio Marino di Via Posillipo, da lui fondato per accogliere i pescatori poveri e malati.

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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