I nazisti ucraini di oggi sono uguali a quelli di ieri…

di Lorenzo Capellini Mion

IL PARAGONE TRA PUTIN E HITLER FAREBBE QUASI SORRIDERE SE NON STESSE FACENDO PRESA GRAZIE AD UNA DIFFUSA IGNORANZA INDOTTA. MENTRE IL MONDO STA COMINCIANDO A VEDERE I VIDEO RACCAPRICCIANTI DI PRIGIONIERI DI GUERRA RUSSI TORTURATI DAI MILITARI UCRAINI

Il mondo sta cominciando a vedere i video raccapriccianti di prigionieri di guerra russi torturati dai militari ucraini.

Persino Arestovich, consigliere di Zelensky, ha rilasciato un video per ricordare ai propri soldati di attenersi alla Convenzione di Ginevra.

A scanso di equivoci chiunque giustifichi o minimizzi le torture si accomoda volontariamente dalla parte sbagliata della storia.

Personalmente ho sempre avuto un pregiudizio negativo nei confronti dell’Armata Rossa (nella foto) non fosse altro perché è stata, nella migliore delle ipotesi, lo strumento con cui i bolscevichi avrebbero sostituito una feroce dittatura con un’altra.

Ma oggi non ha veramente senso fare paragoni con quel passato visto che, come l’Unione Sovietica, l’Armata Rossa, che di crimini ne commise anche parecchi, non c’è più.

O, per meglio dire, i paragoni andrebbero fatti per rendere chiaro a tutti di cosa fosse il Terrore Rosso e di cosa sia oggi l’esercito della Federazione Russa.

Al contempo però non va dimenticato che senza il tributo del sangue di milioni di militari russi e di altre repubbliche sovietiche il nazionalsocialismo non sarebbe stato sconfitto. E i nazisti di oggi sono uguali a quelli di ieri, hanno persino gli stessi sponsor.

Anche per questo il paragone tra Putin e Hitler farebbe quasi sorridere se non stesse facendo presa grazie ad una diffusa ignoranza indotta.

Semmai, forzando parecchio la mano, il paragone andrebbe fatto con Stalin ma basta un qualsiasi libro di storia per rendere anche questa forzatura assai risibile. Ad essere buoni.

Penso sia inutile ribadire che, per quel pochissimo che conta la mia opinione, se avessi contezza di orrori simili a parte inverse non esiterei a condannarli. Per ora non mi risulta.

Ma so già che andrà peggio, basta guardare certi video su Facebook che non so se supereranno la prova degli arbitrari algoritmi di Zuccherino.

 

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