La struttura della liturgia latina nel tempo di Quaresima


di Giuliva Di Berardino

CONTINUANDO IL NOSTRO CAMMINO DI QUARESIMA, APPROFONDIAMO UN ASPETTO LITURGICO CHE PUÒ AIUTARCI A RILEGGERE IL TEMPO DI QUARESIMA

Le domeniche di Quaresima, come tutte le domeniche dell’anno liturgico, sono organizzate in base alla divisione propria del lezionario, quindi delle letture tratte dalla Sacra Scrittura, con particolare attenzione ai Vangeli, in

–  anno A, in cui vengono letti i Vangeli di Matteo e Giovanni 

– anno B, che propone i Vangeli di Marco e Giovanni 

– anno C, in cui si ascoltano i Vangeli di Luca e Giovanni 

Le domeniche di Quaresima dell’anno A propongono un itinerario propriamente battesimale che tende a far entrare i credenti nella realtà misterica dell’iniziazione cristiana, attraverso le stesse tematiche che nella tradizione antica costituivano il quadro di riferimento dell’ultima fase del catecumenato. 

Le domeniche dell’anno B, invece, propongono un itinerario più cristocentrico e pasquale, concentrandosi nella riflessione sul mistero della Pasqua di Cristo, quindi della Passione, Mote e Risurrezione. Le cinque Domeniche ripropongono le corrispondenti tematiche del ciclo A (1a e 2a) ma nella redazione di Marco e alcuni episodi del ministero di Gesù con chiaro riferimento alla sua “ora” (3a 4a 5a) tratti da Giovanni.

Per quanto riguarda l’anno C, che è poi l’anno liturgico che stiamo vivendo in questo 2021-2022, l’itinerario che la Chiesa ci propone nella liturgia è di tipo penitenziale e tende a guidarci per prendere coscienza della conversione come un cammino che ci conduce alla Pasqua, nella piena  riconciliazione col Padre e con i fratelli, che quindi indica la Pasqua come realizzazione della riconciliazione e della pace. 

In tutto il percorso liturgico della Quaresima, non solo nelle messe domenicali, ma anche della liturgia delle ore, che si struttura nella liturgia della preghiera mattutina delle lodi e serale dei vespri, oltre che nell’ufficio delle letture, in cui vengono  inserite anche letture tratte dai Padri della Chiesa, la liturgia di rito romano ci offre, di fatto, una grande e approfondita catechesi sulla riconciliazione. Ci mostra che il battesimo e la penitenza sono le due costanti su cui è imperniato tutto il cammino quaresimale. 

Cerchiamo di rivedere il percorso che la Parola di Dio, in particolare nella liturgia delle domeniche di questa Quaresima dell’anno C ci ha dato occasione di meditare, per cercare di procedere più coscienti, e quindi anche più felici, più rassicurati, verso la Pasqua che vogliamo vivere in comunione con Gesù, per accogliere maggiormente il suo amore che ci rinnova e ci cambia, ci migliora. 

Nella prima domenica di Quaresima abbiamo meditato Gesù tentato nel deserto. Questo stesso brano, letto in tutti e tre gli anni liturgici,ha un senso diverso per ogni anno:

Nell’anno A, che ricalca le catechesi fatte nell’antico catecumenato, la lettura di questo testo intende motivare i credenti a intraprendere, con la forza della Parola di Dio, il cammino quaresimale, prendendo coscienza del peccato per crescere nella grazia della Pasqua di Cristo che ci ha liberati dal peccato.

Nell’anno B questo Vangelo è proclamato per potere disporre i cuori dei fedeli all’ascolto della Parola, affinché, nel tempo quaresimale, si compia una vera conversione per giungere alla Pasqua nella gioia dello Spirito.

In questo anno C la proclamazione del testo che descrive le tentazioni di Cristo viene proposto perché la Quaresima possa essere vissuta sempre di più come cammino di “conversione ecclesiale“, attraverso le tre opere della penitenza quaresimale: l’ascolto della parola, la preghiera e il digiuno.

Nella seconda domenica di Quaresima la liturgia propone in tutti e tre gli anni lo stesso Vangelo, quello che ci fa contemplare Gesù nella Trasfigurazione. Rispettivamente:

Nell’anno A  Gesù trasfigurato ci dispone ad accogliere, grazie alla luce del Vangelo, il mistero salvifico-battesimale della croce, per entrare nella luce gloriosa del Regno di Dio.

Nell’anno B contemplare Gesù trasfigurato e glorioso ci è utile per rafforzarci nell’obbedienza della fede, per seguire in tutto le orme di Cristo ed essere con lui trasfigurati dalla luce gloriosa del Suo volto.

Nell’anno C  il Cristo trasfigurato contemplato nella seconda domenica di Quaresima ci rafforza nella fede per aderire maggiormente a Cristo e diventare sempre di più suoi veri discepoli.

Dalla terza domenica di Quaresima la liturgia si specifica in una triplice variazione, a seconda dell’anno liturgico in corso. Infatti:

Nell’anno A si contempla il dialogo tra Gesù e la Samaritana, tema delle catechesi catecumenali antiche, attraverso le quali si intendeva suscitare nei credenti il  desiderio dell’acqua viva della grazia che scaturisce da Cristo, in modo da poter meglio professare la propria fede, e annunziare con gioia l’amore di Dio.

Nell’anno B viene proposto Gesù come vero tempio, in quanto, parlando del tempio del suo corpo, Gesù profetizza dicendo: “distruggete questo tempio e io in tre giorni lo riedificherò”. Una profezia non capita subito dai suoi uditori, ma che da parte nostra difficile da capire fino in fondo, perché essa chiede, per essere compresa davvero, la sapienza della croce, in quanto è grazie alla croce di Cristo che tutti noi, liberati dal peccato, che ci chiude nel nostro egoismo, possiamo aprirci al dono dello Spirito diventando anche noi, come Cristo, tempio vivo di Dio, presenza d’amore per gli altri.

Nell’anno C si ascolta, nella terza domenica di Quaresima, la parabola del fico sterile, che chiede dovrebbe essere tagliato perché non porta frutto, ma che la pazienza di Dio ancora mantiene in vita, sperando  e credendo in una possibilità di miglioramento.  Questo Vangelo ci aiuta a superare la durezza di mente e di cuore, perché possiamo credere che sempre il Signore conta su di noi, perché possiamo portare frutti di vera e continua conversione.

La quarta domenica di Quaresima è così strutturata: 

Nell’anno A il Vangelo ci racconta della guarigione di un cieco nato, episodio che ci aiuta a rinunciare al potere delle tenebre, perché i nostri occhi possano vedere la realtà tramite Gesù Cristo, luce del mondo. Questa antica tappa del catecumenato antico è proposto ancora oggi nell’anno A perché sempre di più ciascun credente possa credere in Gesù, e sperare solo in Lui.

Nell’anno B la liturgia propone la meditazione dell’innalzamento del Figlio dell’uomo come guarigione dell’umanità dal peccato, così come fu guarigione dalla lebbra che il popolo ebraico aveva preso nel deserto, l’innalzamento del serpente di bronzo che purificò Israele. Un paragone di cui parla Gesù stesso nel Vangelo di Giovanni, perché possiamo scoprire in Gesù , innalzato sulla croce, colui che ci chiama a vera conversione e ci guarisce dai morsi del maligno, dandoci la pace.

Nell’anno C viene invece proposta la parabola del Padre Misericordioso, forse la più famosa e più adatta perché possiamo riconoscere Dio come Padre buono, che perdona, che accoglie nell’abbraccio del suo amore tutti i figli che tornano a lui con animo pentito, perché Dio desidera abbigliarci tutti delle vesti di salvezza, e renderci tutti partecipi della gioia della festa della risurrezione.

La quinta domenica è infine così strutturata:

Nell’anno A  la liturgia propone il racconto della risurrezione di Lazzaro per entrare anche noi nella professione di fede di Marta, l’amica di Gesù, che proclama: “ Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo”, una fede che può mettere in atto la risurrezione di molti che ancora vivono nel buio, come fossero morti.

Nell’anno B si può meditare la parabola del chicco di frumento che muore per portare frutto, un messaggio profondo che ci mette in grado di accogliere il mistero della morte come germe della vita nuova ed eterna. La fede cristiana si fonda su questa profonda verità: solo il passare attraverso la morte, attraverso  le prove della vita, ci rende capaci di partecipare pienamente alla passione di Cristo e ricevere il suo amore.

Nell’anno C meditiamo invece l’episodio dell’adultera perdonata, proprio perché nell’anno C siamo chiamati ad accogliere maggiormente il dono della conversione e del perdono di Dio, che, ricevuto in Cristo Gesù fa nuove tutte le cose. Certamente tutti siamo miseri davanti a Dio, ma Gesù ha dato la sua vita perché potessimo essere accolti da Dio come figli amati.

Termino questo approfondimento sulla struttura della liturgia cattolica romana, propria del periodo di Quaresima, come mio solito, con una preghiera: l’inno dell’ufficio delle letture che la Chiesa latina prega del tempo di Quaresima. Preghiamolo insieme: “Protesi alla gioia pasquale, sulle orme di Cristo Signore, seguiamo l’austero cammino della santa Quaresima. La legge e i profeti annunziarono dei quaranta giorni il mistero; Gesù consacrò nel deserto questo tempo di grazia. Sia parca e frugale la mensa, sia sobria la lingua ed il cuore; fratelli, è tempo di ascoltare la voce dello Spirito. Forti nella fede vigiliamo contro le insidie del nemico: ai servi fedeli è promessa la corona di gloria. Sia lode al Padre onnipotente, al Figlio Gesù redentore, allo Spirito Santo Amore, nei secoli dei secoli. Amen”.

 


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